Vicepremier turco: "Ridere è peccato". E le donne lo sfidano a colpi di tweet
In Turchia le donne non devono ridere in pubblico perché è peccaminoso. Parola del vicepremier Bulent Arinc che, in piena compagna elettorale, si è lasciato andare a commenti da imam integralista: "La donna saprà quello che è peccaminoso e quello che non lo è. Non riderà in pubblico. Non sarà seducente nel suo comportamento e proteggerà la sua castità". Ma le donne turche non si lasciano intimorire: in centinaia hanno pubblicato sui social network le loro foto sorridenti. Sono giovani, vestite all'occidentale, a capo scoperto, non distinguibili dalle loro coetanee italiane o spagnole. Immagini ben diverse da quelle delle donne che affollano i comizi del partito Akp del premier Erdogan: velate, coperte con gonne lunghe fino alla caviglia. In Turchia la cultura laica tradizionale si scontra con il ritorno prepotente di quella musulmana, spinta da 10 anni di successi economici targati Erdogan.