Turismo insostenibile: chiude per sovraffollamento "The Beach", la perla delle spiagge thailandesi
Diventata celebre in tutto il mondo grazie al film "The Beach" con Leonardo Di Caprio, per quattro mesi Maya Bay sull'isola di Phi Phi Leh in Thaiilandia sarà off limits per dare respiro alla sua barriera corallina e consentire alla fauna marina di rigenerarsi dall'assalto furioso dei turisti iniziato due decenni fa.
Qualche giorno fa la pubblicazione di un rapporto sul sovraffollamento turistico di cui Venezia sarebbe la capitale mondiale, era stata l'occasione per parlare di un neologismo in rapida ascesa e destinato ad essere sempre più utilizzato: "overtourism." Oggi un caso emblematico della patologia che sottende a questo concetto viene dalla Thailandia.
Un tempo un paradiso tailandese incontaminato, il turismo di massa ha logorato questa baia appartata resa famosa nel mondo dal film "The Beach" con Leonardo DiCaprio. Da domani e per quattro mesi la spiaggia di Maya Bay, sull'isola Phi Phi Leh nella provncia thailandese di Krabi che si affaccia sul mare di Andaman sarà chiusa per dare respiro alla sua barriera corallina e consentire alla fauna marina di rigenerarsi dall'assalto furioso dei turisti iniziato due decenni fa.
Con questa scelta radicale le autorità thailandesi, che finora hanno promosso il turismo libero ma che adesso sostengono di essere impegnate per bilanciare il profitto e la conservazione dell'ambiente, cercano di proteggere la spiaggia dall'afflusso quotidiano di decine di barche cariche di migliaia di visitatori che cercano invano una vista incontaminata tra la sabbia bianca scintillante e le acque color smeraldo. La chiusura periodica secondo i piani verrà effettuata ogni anno.