Tutti i presidenti del Senato della Repubblica Italiana
Dal 1948 ad oggi
Numerose personalità si sono succedute sullo scranno più alto del Senato dal 1948 (Anno dell'entrata in vigore della nuova Costituzione della Repubblica Italiana, ndr) ad oggi. A Palazza Madama è stato guidato da Ivanoe Bonomi, Partito Socialista Democratico Italiano; Enrico De Nicola, Partito Liberale Italiano; Giuseppe Paratore, Partito Liberale Italiano; Meuccio Ruini, Indipendente; Cesare Merzagora, Indipendente; Ennio Zelioli-Lanzini, Democrazia Cristiana; Amintore Fanfani, Democrazia Cristiana; Giovanni Spagnolli, Democrazia Cristiana; ancora Fanfani, Democrazia Cristiana; Tommaso Morlino, Democrazia Cristiana; Vittorino Colombo, Democrazia Cristiana; Francesco Cossiga, Democrazia Cristiana; di nuovo Fanfani; Giovanni Malagodi, Partito Liberale Italiano; Giovanni Spadolini, Partito Repubblicano Italiano; Carlo Scognamiglio Pasini, Unione di Centro; Nicola Mancino, Partito Popolare Italiano; Marcello Pera, Forza Italia; Franco Marini, La Margherita; Renato Schifani, Forza Italia; Pietro Grasso, Partito Democratico.
Per scegliere il successore di Grasso, la prima seduta del nuovo Parlamento è fissata a venerdì 23 marzo alle ore 11. A presiedere l'elezione della seconda carica dello Stato sarà Giorgio Napolitano, il senatore più anziano.
Ecco come avviene la votazione del Presidente del Senato
Al Senato, come alla Camera, la votazione avviene a scrutinio segreto, ma il meccanismo assicura comunque l'elezione del presidente entro la quarta votazione. Al primo scrutinio è eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato, che è pari a 161 voti. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale basta la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Se nella terza votazione nessuno ha riportato detta maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno ad un ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti, è eletto il più anziano di età. Anche a Palazzo Madama lo spoglio delle schede votate è pubblico e avviene in Aula.
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