Uber e Didi, nemici-amici dopo anni di battaglia
Uber cede le armi e si fonde con i cinesi di Didi Chuxing, mentre in Europa MyTaxi e Hailo aspettano l'approvazione di Bruxelles per costituire un'unica piattaforma. Le tech company ormai dettano legge a Wall Street e i tutti i protagonisti del settore sono riuniti in una sorta di 'conclave segreto' nella Valle dei Templi di Agrigento. Di Celia Guimaraes
Dopo una battaglia durata anni, Uber, l'azienda della sharing economy nata a San Francisco che offre un servizio alternativo ai taxi tradizionali, ha deciso di fondere le sue attività in Cina con quelle del rivale Didi Chuxing, Il valore complessivo di Uber China e Didi, dopo la fusione, toccherà i 35 miliardi di dollari. Nella resa, Uber riceverà in cambio un investimento da miliardo di dollari e un posto nel consiglio di amministrazione della società cinese.
Didi Chuxing ha alle spalle investitori importanti che hanno scommesso sul suo futuro. Lo scorso anno erano stati i grandi player dell’e-commerce cinese, Alibaba e Tencent, a prenderne una quota. Quest'anno si è aggiunta Apple con un investimento da un miliardo di dollari.
L’affare è maturato a pochi giorni dal varo dalle prime norme di disciplina annunciate dal Governo cinese, che confermano lo status giuridico dopo diversi scontri con le autorità regolatorie. Didi ha reso noto a giugno di aver raccolto 7,3 miliardi di dollari dagli investitori per i propri piani di crescita, incluso il miliardo da Apple.
Anche l'Europa, nel suo piccolo
Non è la sola grande fusione nel settore della sharing economy, in particolare sull’offerta di servizi di trasporto alternativi. Anche MyTaxi, nata in Germania, e Hailo, britannica, hanno annunciato che lavoreranno insieme in un’unica piattaforma, che diventerà così la più grande d’Europa con tre milioni di utenti in nove Paesi. La fusione, sotto il brand della startup tedesca, dovrebbe diventare operativa dal 2017, previa approvazione dell’Authority europea.
Aspettando Bruxelles
Un intervento per regolamentare la sharing economy dei trasporti potrebbe arrivare presto anche in Unione europea: Bruxelles continua a raccogliere valutazioni sulla proposta di legge e, in un recente documento che presenta le linee guida, sottolinea i notevoli vantaggi che possono derivare dai nuovi modelli imprenditoriali dell'economia collaborativa e invita gli Stati membri a darsi regole che tolgano ambiguità o vuoti normativi al settore.
Le cinque super Tech
Sono sempre più le tech company a dettare legge a Wall Street prima ancora che nella Silicon Valley. Amazon è diventata la quarta azienda americana con la maggiore capitalizzazione, superando Exxon Mobil. L’azienda di Jeff Bezos ora vale vale circa 362 miliardi di dollari e ora le quattro aziende Usa con la maggiore capitalizzazione sono tecnologiche: Apple vale 565,9 milioni di dollari, Alphabet, società che contiene Google, vale 549,6 miliardi, Microsoft vale 440 miliardi. La quinta, manco a dirlo, è Facebook, con una capitalizzazione di 357,74 miliardi di dollari, appena sopra i 356,03 miliardi della holding di Warren Buffett.
Summit ad Agrigento
Intanto la Valle dei Templi di Agrigento ospita per la terza volta The Camp, appuntamento di Google con i più grandi esponenti dell’industria e della finanza legati al settore high tech. Un evento blindato e segreto a cui dovrebbero partecipare i leader di aziende come Spotify, Tesla, Uber e Snapchat, oltre ai vertici di Mountain View. Larry Page e Sergey Brin, quindi, hanno scelto ancora una volta la Sicilia per il summit tra i big con l'obiettivo di favorire scambi e riflessioni - lontano da occhi indiscreti - sui cambiamenti e sulle opportunità dello scenario mondiale. Di sicuro la sharing economy sarà uno di questi argomenti.