L'ultima vittima dei conflitti in Medio Oriente? Le soap opera
Nessuna esclusione di colpi, anche mediatici, tra Arabia Saudita e Turchia nel quadrante mediorientale
Uno dei principali network televisivi arabi con sede a Dubai, la MBC ha interrotto dal 1 marzo scorso la programmazione delle popolarissime soap opera turche, doppiate in arabo La decisione, come riporta Jon Gambrell dell'AP, è stata presa poche ore dopo che il presidente della rete Waleed al-Ibrahim è stato rilasciato dopo essere stato fermato in una serie di arresti di massa compiuti dalle autorità Saudite che ha visto uomini di affari, funzionari statali membri della corte e militari coinvolti in quella che il governo ha definito una operazione anticorruzione. Una operazione che è stata vista anche come una manovra di rafforzamento della posizione del principe Mohammed bin Salman, figlio del re Salman e primo nella linea di successione al trono. Questione interna al potere saudita dunque ma anche con importanti riflessi regionali.
Il network non ha voluto chiarire i dettagli e Mazen Hayek, portavoce della MBC, interpellato da AP ha confermato la decisione di cancellare le soap turche dal palinsesto ma non ha voluto commentare se la decisione sia stata presa dall'interno o su "suggerimento" esterno al network. Quel che è certo è che la scelta si inquadra in un contesto politico in cui le relazioni tra Riyad e Ankara sono ad un minimo storico. Alleato del Qatar e soprattutto del grande avversario regionale, l'Iran ciita degli Ayatollah, Recep Tayyip Erdogan non gode certo dei favori del regime saudita. A quanto pare al momento il conflitto si gioca anche sulle telenovelas di successo.
Nessun commento anche dalla diplomazia turca. In teoria la MBC, i cui studi si trovano nella cittadella dei media di Dubai, opera in una zona franca che consente alle reti di operare con un controllo minimo da parte del governo degli Emirati Arabi Uniti, la federazione di sette sceiccati della penisola araba. Da questo punto di vista, i suoi canali tematici gratuiti di intrattenimento offrono una programmazione sia locale sia estera, compresi i film di Hollywood e appunto, le serie televisive e le soap opera di importazione.
In pratica però i broadcaster si trovano sotto il cono di influenza dell'Arabia Saudita e la MBC non fa eccezione, anche prima dell'arresto del presidente al-Ibrahim. Del resto in molti considerano Al-Arabiya, il canale all-news prodotto dal network, come una vera e propria estensione propagandistica del governo saudita, guardando in particolare all'informazione sulla guerra in Yemen e sui rapporti con il Qatar. Lo stesso portavoce di MBC, interpellato sulla struttura societaria del network ha confermato solo che al-Ibrahim ha il controllo del 40% delle azioni e un "controllo nominale sulla gestione della rete" mentre non ha voluto chiarire che possieda il restante 60% della compagnia. No comment dal ministro dell'Informazione di Riyad..
Una "infiltrazione" televisiva, quella delle soap opera, che già da tempo aveva introdotto questioni delicate sia dal punto di vista sociale e di constume sia dal punto di vista culturale e nazionale. Una delle principali pietre dello scandalo da questo punto di vista è stata proprio la messa in onda sulla MBC a partire dal 2008, della telenovela turca "Gümüş" - doppiata in arabo e in particolare nel dialetto colloquiale siriano negli studi di produzione Sama a Damasco - e ribattezzata "Noor". La serie è diventata popolarissima e gli attori che la interpretano delle vere e proprie star, come KivancTatlitug, l'attore turco che interpreta Mohanad, il personaggio principale.
I temi trattati nella soap attraveso un racconto televisivo molto accessibile - il pubblico arabo aveva visto fino ad allora le telenovelas sudamericane in traduzione - erano dirompenti: la storia d'amore "alla pari" tra un uomo e una donna, scene romantiche esplicite e anche persone "normali" che si baciano e bevono alcol. Quanto basta perché voci del clero musulmano potessero additare al-Ibrahim e la suarete come "pericolosi, non meno degli spacciatori di droga."Ma fin da subito c'è chi ha visto anche un risvolto nazionale nel successo di serie come "Noor" arrivando a ipotizzare, proprio per le dinamiche produttive e l'uso della lingua nel doppiaggio, che attraverso le soap "l'Impero Ottomano colpisce ancora".
Ma MBC non è la sola rete televisiva finita nelle controversie geopolitiche della regione. Anche la BeIN, il network satellitare a pagamento del Qatar si è trovato "oscurato" anche se provvisoriamente in quattro Bahrain, Egitto, Arabia Saudita e EAU. Va ricordato che BeIN detiene i diritti dei principali campionati di calcio internazionali, inclusi quelli della prossima Coppa del Mondo FIFA.