Un 2020 da dimenticare. L'Europa nelle 30 foto più belle e simboliche dell'anno
Pochi anni della storia europea del dopoguerra ci mancheranno meno del 2020. Il racconto per immagini grazie all'opera dei fotoreporter di Associated Press.
Il 2020 è stato un anno in cui la paura, l'insicurezza e la morte sono entrate nelle case delle famiglie del Vecchio Continente in un modo che non si era più visto in tempo di pace da oltre un secolo, bloccando grandi città e piccoli villaggi, imperversando nella solitudine delle case di riposo per anziani e nelle affollate unità di terapia intensiva degli ospedali.
L'Italia è stata purtroppo protagonista e lo testimoniano le tristi immagini provenienti dalle regioni del nord che hanno commosso l'intero continente. Molte vite sono state spezzate, tutte sono state sconvolte, toccate o trasformate: l'uso delle mascherine è diventato obbligatorio, le case sono diventate per alcuni i luoghi di lavoro con le cucine e i soggiorni a fare da sfondo alle videoconferenze. Per molti, invece, il lavoro si è perso o è stato fermato nei mesi di blocco, con gli aiuto di Stato che, per i più fortunati, ha sostituito almeno in parte il reddito mensile.
L'economia ferma e i viaggi interrotti così come gran parte della vita sociale, questo sarà in tutti i Paesi europei un Natale all'insegna della limitazione negli spostamenti e nell'aggregazione sociale. La fine dell'anno tuttavia ha portato un barlume di speranza grazie all'approvazione dei vaccini e all'annuncio dell'avvio della campagna di somministrazione in tutto il continente.
Un anno critico per l'Europa che ha visto, al proprio interno, il consumarsi della frattura con il Regno Unito che ha ufficialmente reciso i legami politici con l'Europa lasciando l'Unione a gennaio dopo quasi mezzo secolo, anche se le due parti hanno poi speso il resto dell'anno senza riuscire a trovare un accordo sulle condizioni economiche del divorzio. Tensione anche a est per il braccio di ferro sulle regole dello stato di diritto con Ungheria e Polonia.
Un anno drammatico anche ai confini dell'Europa. Sempre a oriente è scoppiata la guerra nelle montagne del Nagorno-Karabakh che ha fatto migliaia di vittime, mentre In Bielorussia, l'opposizione è scesa in piazza contro l'uomo forte che la governa da 26 anni, e la cui rielezione in un voto contestato ha innescato manifestazioni di piazza a cui Lukashenko ha risposto con il pugno di ferro.
Il 2020 è stato un anno di continuità solo per migranti e profughi che hanno continuato a cercare una vita migliore in Europa, e hanno continuato in centinaia a morire durante il viaggio verso le sue coste. Simbolo di questa "banalità del male" l'incendio del sovraffollato campo di Moria sull'isola greca di Lesbo.