Un anno fa l'eruzione del vulcano Taal: immagini lunari da una terra desolata
È passato un anno dall'eruzione che ha costretto migliaia di persone a scappare dalle pendici del vulcano che esplose proiettando cenere e vapori fino a un chilometro di altezza.
A un anno dalla spaventosa eruzione questo fazzoletto di terra a sud della capitale manila nelle Filippine è un'isola fantasma, alberi come tizzoni spenti in un paesaggio grigio, carcasse di animali ridotti a scheletri, quel che rimane degli edifici coperti di cenere squassati dai continui terremoti.
Quella che un tempo era una popolare meta turistica situata in mezzo a un lago è oggi una terra desolata, dopo l'eruzione del 12 gennaio 2020. Allora più di 5.000 persone, molte delle quali lavoravano come guide turistiche, fuggirono dalla piccola isola mentre la terra ancora tremava e il vulcano eruttava cenere e vapore. Un paio di mesi dopo erano già 376.000 le persone in fuga in cerca di un posto sicuro, ma a quel punto è stata la pandemia COVID-19 a colpire il Paese e a far precipitare l'area in una emergenza ancora più drammatica.
I fotoreporter delle agenzie internazionali sono tornati sull'isola per raccontare con le immagini lo stato dei luoghi.