Un "pesce luna" per immergersi nelle acque contaminate di Fukushima, sopravviverà?
L'ultimo tentativo per localizzare il combustibile fuso, laggiù sul fondo della centrale nucleare danneggiata dove sono rimasti i suoi "fratelli maggiori".
Questo piccolo robot subacqueo si chiama "piccolo pesce luna" ('little sunfish' in inglese) ed è l'ultimo esemplare di una serie sviluppato dalla Toshiba per immergersi nelle acque contaminate della centrale nucleare di Fukushima nel tentativo di identificare le quantità di carburante fuso che ancora rimangono nel bacino di contenimento del reattore Unit 3.
Quando, nel 2011, lo tsunami si abbattè sulla costa del Giappone uccidendo oltre 18mila persone, colpì anche la centrale nucleare di Fukushima provocando il più grave incidente nucleare dai tempi di Chernobyl. I reattori danneggiati sono ancora fonte di contaminazione e la robotica è uno strumento essenziale per la bonifica.
Ma fino a questo momento i robot telecomandati inviati all'interno della centrale non hanno avuto grande successo. O sono rimasti impigliati nelle parti meccaniche o le loro funzioni di monitoraggio e invio dati si sono guastate a causa dell'altissimo livello di radiazioni, un livello che ucciderebbe un essere umano in pochi secondi.
Questo nuovo esemplare, grande quando una pagnotta, sviluppato dalla Toshiba Corp, la compagnia giapponese specializzata in energia nucleare ed elettronica in collaborazione con l'Istituto di Ricerca per lo Smantellamento del Nucleare, è in fase di rodaggio im un laboratorio di Tokyo e verrà inviato ad ispezionare il fondale sommerso della centrale il prossimo mese