Uomo-elefante. Una stretta di "mano" letale?
La foto di Pupy che con la sua proboscide stringe la mano del custode è commovente ma nasconde la realtà di uno zoo che negli ultimi tempi è finito nell'occhio del ciclone per diverse morti misteriose, troppe. Il caso dell'Eco-Park di Buenos Aires riaccende le polemiche sul trattamento degli animali in cattività e l'interrogativo se nel 2018 abbia ancora senso l'esistenza dei vecchi giardini zoologici.
Shaki è morta a 18 anni, troppo giovane data l'aspettativa di vita di una giraffa, Ruth, il rinoceronte, si stava riprendendo da un'infezione quando è caduta rimanendo bloccata per ore nel fango, finché anche lei non ce l'ha più fatta. Questi recenti decessi hanno riacceso le accuse da parte degli ambientalisti argentini i quali sostengono che il tentativo del governo di Buenos Aires di trasformare uno zoo vecchio di 140 anni in un parco ecologico più a misura di animale e di trasferire la maggior parte dei 1.500 ospiti in santuari lontani dalla città sia stato soltanto un disastro mal pianificato. Alcune associazioni ambientaliste e di veterinari ha scritto una lettera aperta che denuncia lo "stato di abbandono" della struttura, dove sono morti circa 200 animali dal 2016. Ora, un ex direttore dello zoo ha presentato un esposto che chiede un'indagine sulle morti di Shaki e Ruth, sostenendo che, a contribuire alla loro morte siano state la cronica mancanza di risorse e lo stress prodotto dai continui lavori di sviluppo edilizio nelle vicinanze.
"Un anno fa, ho detto che questa istituzione non era l'Arca di Noè, ma il Titanic e che stava affondando", dice Claudio Bertonatti, ex-direttore del Zoo di Buenos Aires e consulente per la ONG Fundacion Azara, intervistato da Associated Press, "Ora finalmente ci siamo schiantati contro un iceberg." Lo zoo fu inaugurato nel 1875 in quella che allora era una zona tranquilla alla periferia di Buenos Aires. Negli anni successivi fu una delle mete preferite del romanziere argentino Jorge Luis Borges, che era affascinato dalle tigri e scrisse su di loro nei suoi libri.
Ma man mano che la megalopoli cresceva, lo zoo è stato inglobato nel tessuto urbano e ora i recinti degli animali sono a pochi metri da viali trafficatissimi con gli autobus che suonano il clacson e le macchine che sfrecciano. I recinti antiquati, l'ambiente rumoroso e l'inquinamento ha fatto sì che le pressioni per chiudere lo zoo crescessero. "La situazione di cattività è degradante per gli animali, e non è il modo per prendersi cura di loro ", disse il sindaco di Buenos Aires Horacio Rodriguez Larreta nel 2016 annunciando la chiusura dello zoo. Ma bisognava trovare una nuova sistemazione per gli animali, centinaia dei quali, a distanza di due anni, ancora rimangono dietro le sbarre di questo "carcere" rumoroso e cadente.
Chi gestisce Eco-Park, come viene ora chiamato lo zoo, sostiene che diversi miglioramenti sono stati apportati: sono migliorate le recinzioni e un'area di 18 ettari è stata chiusa al pubblico riducendo così lo stress per gli animali. 432 sono stati finora trasferiti, tra cui due orsi grizzly inviati in un santuario in Colorado, tre alligatori e un'iguana crestata delle Figi ricollocata allo zoo di San Diego. Ma molti altri animali non sono stati trasferiti per problemi logistici. E' il caso delle giraffe come Shaki, del suo compagno Buddy e del loro cucciolo Ciro: troppo alti per viaggiare, dicono i funzionari del comune che ammettono come il processo di chiusura dello zoo si sia rivelato più complicato del previsto.
"La verità è che sì, era una femmina adulta, ma aveva ancora molti anni davanti a sè", dice Guillermo Mayer, un veterinario che ha lavorato allo zoo per più di un decennio. Shaki ha iniziato a mostrare segni di quel che sembrava essere un dolore addominale intorno alle 9:00 del 24 luglio. Sei ore dopo era morta. L'autopsia ha trovato un'ulcera sulla parete dello stomaco che alla fine ha portato alla peritonite. Dieci giorni prima era morta Ruth in seguito a un'infezione della vagina che si era poi diffusa in tutto il corpo. Il rinoceronte aveva avuto difficoltà respiratorie e diarrea ma nel complesso, le condizioni stavano migliorando. Poi, il recinto per qualche motivo si è allagato e Ruth è scivolata rimanendo per sei ore bloccata nel fango. I custodi quando se ne sono accorti hanno tentato di liberarla trainandola con dei mezzi a quattro ruote motrici ma quando ci sono riusciti era troppo tardi.
La denuncia presentata da Bertonatti a una speciale unità di pubblici ministeri che tratta con questioni ambientali include video che mostrano ratti e scarafaggi nel recinti di alcuni degli animali del parco. "Fino alla morte della giraffa e del rinoceronte, non c'erano mai state critiche sul benessere dei nostri animali ", si difende Gonzalo Pascual, responsabile del progetto Eco Park, in cui secondo i piani ci saranno moduli di apprendimento interattivo, spazi verdi e solo gli animali che non possono essere trasferiti. "Abbiamo più di 130 persone concentrate sul benessere degli animali", lui disse. "In nessuna parte del mondo c'è la quantità di professionisti per animale che abbiamo qui all'Eco Park."