Via svastiche e simboli razzisti: in Usa il nuovo trend nei tatuaggi è cancellare l'odio dalla pelle
Tante richieste dopo la morte di George Floyd e il dilagare del movimento Black Lives Matter. C'è anche un hashtag: #erasinghate
Un tatuatore del Vermont che da tempo offre gratuitamente la rimozione o la copertura di tatuaggi con simboli d'odio come svastiche, la sigla SS o le parole "potere bianco" ha raccontato a Associated Press dell'impennata nelle richieste ricevute dopo la morte di George Floyd. E il suo non è un caso isolato, tanto che è nata una campagna con l'hashtag #erasinghate a cui hanno aderito in tutti gli stati Uniti molti tatuatori che offrono di coprire o cancellare gratis i vecchi tatuaggi razzisti.
Alexander Lawrence, che gestisce il Mountainside Tattoo a Bellows Falls nel Vermont, si è sempre offerto di cancellare le immagini d'odio o di coprire le cicatrici gratuitamente. Ma dopo l'uccisione di Floyd per mano della polizia di Minneapolis, che ha scatenato proteste globali contro la brutalità della polizia e alimentato il movimento Black Lives Matter, Lawrence dice di averne avute così tante che ora cerca una persona che gli possa gestire e schedulare gli appuntamenti: "Credo che fossero là fuori, ma non erano, come dire, sotto i riflettori fino a quando le cose non sono iniziate ad accadere e le persone si sono come svegliate, tipo: "Oh, cavolo, ho questo vecchio tatuaggio. Non sono più così e non voglio che la gente pensi che lo sono".
All'inizio di questo mese Dylan Graves, 28 anni, è entrato nel negozio di Lawrence per coprire un tatuaggio con una svastica disegnata sopra un teschio sorridente con un elmetto dell'esercito tedesco della seconda guerra mondiale. Se l'era fatto tatuare all'interno del braccio sinistro una decina d'anni fa.
Quando gli è stato chiesto perché si era fatto fare quel tatuaggio, Graves ha risposto: "Per stupidità, per fare casino quando ero più giovane. Davvero, nulla di più. Solo una stupidaggine." Ora Dylan lavora per un'impresa edile che fa lavori nelle case di persone benestanti nella cittadina turistica di Ludlow. "Non è una cosa da avere addosso, e ora la odio", spiega mentre Alexander abbozza il disegno da realizzare per coprire la svastica.
Jeffrey Dover, dermatologo e direttore di SkinCare Physicians a Chestnut Hill, Massachusetts, sostiene che la copertura o la rimozione di tatuaggi offensivi è un vero e proprio servizio pubblico: "È un servizio pro bono alla comunità, un servizio all'umanità, un servizio all'individuo che ha il tatuaggio, ma anche a tutti coloro che si sentono offesi da quel tatuaggio", dice Dover, che è anche professore associato di Dermatologia alla scuola di Medicina di Yale. "Per capire basta pensare al contraccolpo emotivo di un sopravvissuto all'Olocausto che vede un tatuaggio nazista".
Alexander ha cominciato a fare coperture gratuite poco dopo aver aperto il suo negozio nel 2006. Lui stesso ha avuto problemi con la legge e dice che fornire questo servizio gratuito è un modo di restituire alla società: "Ho avuto persone che mi hanno perdonato e che hanno guardato oltre le mie scelte sbagliate e mi hanno aiutato a uscirne fuori." Per le persone che si sono fatte tatuaggi offensivi è difficile liberarsene, aiutarle a rimuoverli è un modo che può farlo: "Queste persone sono costrette a guardare ogni giorno le loro scelte sbagliate", spiega, "Devono nasconderle".
Molti dei tatuaggi che Alexander si è trovato a coprire sono simboli associati alla Germania nazista e in questi giorni aspetta un cliente che ha tatuato la scritta "Potere Bianco" sui polpacci. Secondo il tatuatore molti vogliono coprire i tatuaggi perché le aziende per cui lavorano non vogliono avere dipendenti considerati razzisti: "Lo vedo di continuo, gente che perde il lavoro a causa di scelte sbagliate fatte in passato."
Come artista, Alexander esprime tutto il suo disprezzo per i tatuaggi di odio, la maggior parte dei quali non sono fatti in modo professionale. "Sono fatti in casa, grandi e sproporzionati e le linee non sono pulite. Quindi non solo sono razzisti, ma fanno anche schifo".
Torniamo a Dylan e alla sua svastica: dice che il suo tatuaggio non ha mai attirato molta attenzione in realtà perché è in un punto nascosto, ma non vedeva l'ora di liberarsene e dopo quasi un'ora e mezzo di lavoro di Alexander la svastica non c'è più sostituita dalla testa del Triste Mietitore, il personaggio mitologico simbolo della morte.