Vittime di Covid sepolte in fosse comuni in mezzo alla foresta amazzonica, polemiche in Perù
Avevano fatto credere alle famiglie che i loro cari fossero sepolti nel vicino cimitero locale - solo mesi dopo si è scoperta la verità
La vicenda risale a circa un anno fa quando decine di vittime di COVID-19 furono sepolte in gran segreto in un campo in mezzo alla foresta alla periferia di Iquitos, una città dello Stato di Loreto nel cuore dell'Amazzonia peruviana. Le autorità non lo hanno mai comunicarlo il luogo della sepoltura alle famiglie dei defunti, che credevano che i loro cari riposassero nel cimitero locale. Solo mesi dopo hanno scoperto la verità. È la prima volta che viene alla luce, in Perù e in America Latina, il caso di autorità che nascondono la destinazione finale di decine di morti di COVID-19, e nessuno sembra in grado di dare una spiegazione a queste sepolture clandestine. Il governo locale, interpellato più volte da Associated press che ha riportato la storia, non ha al momento voluto rilasciare dichiarazioni.

I familiari delle vittime hanno riferito a AP che almeno 403 persone sono state sepolte in quel campo. La pandemia colpì duramente il Perù nell'aprile 2020, e Iquitos stava era una delle città più colpite - ad oggi, il paese ha registrato oltre 52.000 morti, 3.200 di questi vivevano a Iquitos, una città di 550.000 persone. Nei primi giorni della pandemia, gli unici due ospedali della zona non avevano spazio sufficiente per assistere i pazienti del COVID-19.
In quel periodo, il governo federale aveva ordinato la cremazione di tutte le vittime del coronavirus. L'intero paese era in 'lockdown' e l'esercito proibiva alla gente di uscire di casa a meno che non fosse per comprare cibo o medicine. Il cimitero di San Juan, dove le autorità dicevano ai familiari che i loro cari venivano sepolti, era a 18 chilometri da Iquitos, e nessuno poteva verificare. A tante famiglie della zona era stata raccontata la stessa storia: i morti sono stati sepolti rapidamente nel cimitero di San Juan per evitare un'epidemia. E la gente ci credeva. Poi, il primo giugno, un articolo intitolato "Morti senza nome e senza tomba" pubblicato sulla prima pagina nel giornale locale La Region fece scoppiare il caso.

Dieci giorni dopo la pubblicazione dell'articolo, il governatore di Loreto Elisban Ochoa firmò un un documento in cui prometteva di riesumare i corpi. Nove mesi dopo, non è successo ancora nulla. Ochoa ha detto ad alcuni parlamentari che non si trattava di una fossa comune, ma di un nuovo "cimitero Covid" creato perché "c'era stato un rapido aumento di morti". Ochoa ha detto anche che c'era una lista dei luoghi dove ogni corpo era stato inumato e che le autorità intendevano dare le informazioni alle famiglie. Ma non ha spiegato perché ciò non sia avvenuto.
Il luogo delle sepolture nascoste è più grande di quattro campi da calcio; quando fu scoperto per la prima volta, era stato spianato, senza lasciare segni che sotto ci fossero corpi e per settimane, la gente è andata a mettere croci dove pensavano che fossero sepolti i loro cari. Le famiglie hanno fatto causa alle autorità locali e statali per costringerli a riesumare e identificare le salme, ma un giudice ha ha respinto la loro richiesta: la legge stabilisce che i resti possono essere riesumati solo un anno e un giorno dopo la sepoltura.
