Wuhan dopo il Covid, la consegna dei diplomi di massa a 11 mila studenti (senza mascherina)
Sospese le restrizioni anti Covid per la cerimonia
"Diamo il benvenuto a casa ai laureati del 2020. Auguriamo a tutti un grande futuro". Il grande striscione rosso ha accolto oltre 11.000 studenti a Wuhan dove si è tenuta una cerimonia di laurea di massa a poco più di un anno da quando la città è diventata primo focolaio di Covid-19. I ragazzi, con toghe e cappelli, hanno preso posto vicini gli uni agli altri, senza nessun distanziamento sociale. Quasi nessuno indossava la mascherina.
Il 23 gennaio 2020 gli 11 milioni di abitanti di Wuhan entrarono in lockdown per 76 giorni per contenere la diffusione del Covid, poi, già dal mese di aprile dello stesso anno, il ritorno graduale alla normalità.
Secondo i dati ufficiali, la Cina ha registrato poco più di 91.000 casi di Covid, inclusi 4.636 decessi dall'inizio del 2020, la maggior parte dei quali a Wuhan. 471 sono i pazienti ancora in terapia, 13 dei quali in condizioni gravi. Se il contagio è stato fermato rapidamente, i focolai compaiono sporadicamente.
Continua intanto il dibattito sulle "origini" del Covid dopo che in un video diffuso da Sky News Australia si vedono dei pipistrelli tenuti in una gabbia nell'Istituto di virologia di Wuhan e uno scienziato che dà da mangiare un verme a uno degli animali. L'idea che il virus sia sfuggito dal laboratorio è priva di fondamento, dice Shi Zhengli, numero due dell'Istituto di Wuhan, soprannominata Batwoman per le ricerche sui pipistrelli delle profonde e sperdute caverne dello Yunnan. In un'intervista al New York Times la virologa si inserisce nel dibattito sulle origini del Covid, sulle quali il G7 ha chiesto un'indagine trasparente. "Non so come si è arrivati a questo, al gettare costantemente spazzatura contro scienziati innocenti", dice denunciando i sospetti come privi di fondamento, inclusi quelli su alcuni dei suoi colleghi infettati prima anche della pandemia.