Zhong e Hua, le prime scimmie clonate con la tecnica della pecora Dolly
Il successo scientifico apre questioni etiche. Il Vaticano: una minaccia per il futuro dell'uomo
Si chiamano Hua Hua e Zhong Zhong: sono le prime scimmie al mondo clonate con lo stesso metodo utilizzato per la pecora Dolly, oltre 20 anni fa. A clonarle sono stati gli scienziati dell'Accademia cinese delle scienze Cas e lo studio è stato pubblicato sulla rivista Usa 'Cell'. I due macachi, dalle lunghe code, sono nati nell'istituto di neuroscienze del Cas a Shanghai e sono il frutto di anni di ricerca su una tecnica di clonazione nota come 'Somatic cell nuclear transfer'.
Superata una barriera
"Con questo lavoro è stata superata una barriera", commenta un co-autore della ricerca, Muming Poo, direttore dell'istituto di neuroscienze del Cas. Finora la tecnica era stata usata per clonare oltre 20 specie di animali diverse, compresi cani, maiali e gatti, ma il processo per i primati si è rivelato particolarmente difficile. Ogni tentativo sulle scimmie era fallito perché i nuclei delle loro cellule differenziate contengono geni che impediscono lo sviluppo dell'embrione. I ricercatori cinesi li hanno riattivati con interruttori molecolari ad hoc. Questa tecnica apre alla possibilità di ridurre il numero di primati usati nella sperimentazione animale.
Svolta per la ricerca sulle malattie umane?
La svolta giunta con la clonazione di Hua Hua e Zhong Zhong potrebbe dare una spinta alla ricerca medica sulle malattie nell'uomo, ma la nascita delle due scimmie - che hanno adesso sei e otto settimane - pone domande di natura etica, legate a quanto vicino gli scienziati siano arrivati a potere un giorno clonare degli esseri umani.
Il Vaticano: una minaccia per il futuro dell'uomo
"Una minaccia per il futuro dell'uomo". Così il cardinale Elio Sgreccia, teologo e storico portavoce del Vaticano sui temi della bioetica, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, commenta all'AdnKronos la notizia della clonazione di due scimmie in Cina. "Al contrario della ipotesi di clonazione umana, sulla quale la Chiesa non può che esprimere la sua condanna più forte e totale, sulla clonazione animale il magistero ecclesiastico non ha finora espresso una condanna esplicita, ufficiale, lasciando il tema alla valutazione responsabile degli scienziati", premette Sgreccia. Ma, aggiunge il porporato, "non c'è dubbio che il passaggio dalla prima pecora Dolly ad altri animali e ora persino alla scimmia, ovvero a un primate così vicino all'uomo, rappresenta un autentico attentato al futuro dell'intera umanità. C'è il fortissimo rischio che la clonazione della scimmia possa essere considerato come il penultimo passo, prima di arrivare alla clonazione dell'uomo, evento che la Chiesa non potrà mai approvare".
In principio fu Dolly
La pecora Dolly, nata il 5 luglio del 1996 nell'istituto Roslin di Edimburgo, è morta il 14 febbraio del 2003 per una malattia progressiva ai polmoni, prima di compiere 7 anni.