L'accademia delle App
Una nuova professione, quella dello sviluppatore di applicazioni per dispositivi come smartphone, tablet e orologi smart. Il mercato delle app cresce del 30% l'anno è c'è grande bisogno di competenze specifiche. Le app sono anche un ecosistema economico: se ne creano migliaia ogni giorno. L'App economy in Italia nel 2014 aveva un valore di 25 miliardi di euro, nel 2016 si stima che supererà i 40 miliardi. Il predominio è delle app per dispositivi con sistema operativo Android, il più diffuso tra gli smartphone, presente su circa l'80% dei device.
Partnership tech-universitaria
Il progetto è nato nel 2014 per promuovere, grazie alla collaborazione tra mondo aziendale e accademico, l’inserimento dei giovani disoccupati in un percorso di formazione (in un Paese dove il tasso di disoccupazione tra giovani dai 15 ai 24 anni raggiunge il 35,3%) contribuendo a diffondere la cultura dell’innovazione e a sostenere la crescita di un mercato dinamico come la App economy e, di conseguenza, la competitività e lo sviluppo del Sistema Paese. Il corso si è svolto in due diverse edizioni - nel 2014 e nel 2015 - ed ha coinvolto 60 giovani talentuosi tra i 21 e i 35 selezionati tra oltre 400 candidati che hanno fatto domanda per le due edizioni in base a CV, competenze ed esito di colloqui motivazionali individuali
Le lezioni si sono tenute nell'aula multimediale allestita da Samsung al MIP Politecnico,
dotata di eboard, laptop, tablet, smartphone, e dispositivi indossabilia disposizione degli studenti, che hanno potuto anche testare in un contesto reale le differenti soluzioni proposte durante il periodo di formazione.
La prima edizione, nel 2014, era articolata su 18 giornate e 7 sessioni di laboratorio e ha fornito ai 30 studenti selezionati lezioni teoriche, sessioni di laboratorio e lavori di gruppo. Il programma formativo si è svolto in due moduli: 'Basi di programmazione', per l’apprendimento delle principali nozioni di sviluppo software, e 'Sviluppo Android', per l’acquisizione di competenze necessarie allo sviluppo di App sulla piattaforma.
Wearable e IoT
La seconda edizione si è conclusa lo scorso settembre, articolata su 20 giornate, con un programma formativo di 160 ore in tre moduli: 'Fondamentali per la creazione di servizi Mobile', sulle principali nozioni necessarie per iniziare a sviluppare servizi e applicazioni mobile, 'Sviluppo Android'. per acquisire le basi per lo sviluppo di App sulla piattaforma Android, e, in aggiunta rispetto alla prima edizione, 'Tecnologia Indossabile e Internet of Things' modulo dedicato alle app specifiche per un mercati in forte crescita.
I progetti
Tra i 16 progetti elaborati dagli studenti della seconda edizione ci sono “Safe2eat”, app che informa sugli allergeni presenti nei cibi; “Posto a sedere”, che permette di trovare velocemente la propria poltrona al cinema e a teatro anche quando si è in ritardo e in sala è già buio; “Cicero”, app che consente di creare percorsi di visita personalizzati nelle città d’arte italiane sulla base dei propri interessi; “CARe”, nuovo sistema di car sharing, per condividere la propria auto anche nei momenti in cui rimane inutilizzata in garage; “Quick”, una modalità innovativa per ordinare il proprio piatto al ristorante attraverso un QR Code; “Scribo”, che attraverso esercizi mirati, si propone di ridurre la disgrafia tra i più giovani.
Non solo nerd
Un mestiere per ingegneri e informatici? Tutt'altro. Tra i partecipanti si contano avvocati, archeologi, librai. Tutti interessati alla trasversabilità della formazione come sviluppatori di app. Il 95% di quelli che hanno frequentato l'App Academy hanno trovato lavoro, rileva il Politecnico. (Celia Guimaraes)