I 90 anni di Gene Hackman
Icona del cinema americano, ha recitato in decine di film
Compie 90 anni l'icona del cinema americano, Gene Hackman, vincitore di due Oscar e protagonista in decine di film di successo, spesso nel ruolo del cattivo.
Nato a San Bernardino, California, il 30 gennaio 1930, trascorse i primi anni a Dundville, in Illinois, dove il padre lavorava come giornalista per un quotidiano locale. A 16 anni si arruolò nei Marines, congedandosi tre anni dopo. Frequentò quindi un corso di giornalismo all'Università dell'Illinois e la School of Radio Technique, iniziando a lavorare per emittenti locali. Solo intorno ai 30 anni decise di tentare la carriera di attore, iscrivendosi ai corsi di arte drammatica della Pasadena Playhouse. L'esordio sul grande schermo arrivò a metà degli anni '60: recitò in "Lilith" di Robert Rossen al fianco di Warren Beatty e fu proprio Beatty a segnalarlo al regista Arthur Penn per il ruolo di Buck Barrow in "Gangster story" (Bonnie and Clyde), film del 1967 grazie al quale ottenne le prime nomination all'Oscar e ai Golden Globe. Con "Anello di sangue" del 1970, in cui recitò al fianco di Melvyn Douglas, conquistò la seconda nomination all'Oscar, ancora come attore non protagonista.
Nel 1971 ne "Il braccio violento della legge", dove interpretava l'investigatore Jimmy Doyle, un poliziotto in bilico tra la mala e la giustizia, raggiunse la fama internazionale. Il film gli valse Oscar e Golden Globe come miglior attore protagonista.
Nel 1974 recitò in "La conversazione" di Francis Ford Coppola e con un ruolo comico in "Frankenstein Junior" diretto da Mel Brooks: era l'eremita cieco Abelardo. Nel 1978 fu Lex Luthor in "Superman" diretto da Richard Donner e interpretato da Marlon Brando e Christopher Reeve.
Negli anni '80 con "Sotto tiro", diretto dal canadese Roger Spottiswoode, e "Due volte nella vita", ottenne due nuove candidature ai Golden Globe. In "Mississippi Burning - Le radici dell'odio", film del 1988 diretto da Alan Parker e ispirato all'uccisione degli attivisti per i diritti civili del 1964, Hackmann vestiva i panni di un agente federale razzista che agisce con metodi poco ortodossi.
Il secondo Oscar, stavolta da attore non protagonista, arrivò con "Gli spietati", del 1992, diretto da Clint Eastwood. Hackmann, nel cast degli attori insieme allo stesso Eastwood e a Morgan Freeman, interpreta l'inflessibile sceriffo ex pistolero Little Bill Dagget. Per il 'cattivo' e inflessibile Gene Hackman non sono però mancati i ruoli nelle commedie. Nel 2001 ottenne successo di pubblico e di critica con "Tenenbaum", dove interpretava un padre scroccone e adultero. L'ultimo film interpretato per il cinema risale al 2004, "Due candidati per una poltrona". Negli ultimi anni si è dedicato alla scrittura: ha pubblicato quattro romanzi.