I 75 anni di Eric Clapton, la "mano lenta" del blues e del rock
I Cream, i Derek & The Dominos, la carriera solista, le collaborazioni con il gotha del rock. E tanti brani senza tempo come Layla e Tears in heaven
Nasceva 75 anni fa a Ripley, nella contea inglese del Surrey, Eric "Slowhand" Clapton, la "mano lenta" del blues e del rock. Uno dei migliori chitarristi di sempre, secondo, dopo Hendrix, nella classifica stilata dalla rivista Rolling Stone. L'unico a essere inserito tre volte nella Rock and Roll Hall of Fame. La prima nel 1992, quando è entrato a far parte del lungo elenco perché membro della band degli Yardbirds. La seconda nel 1993 con i Cream e la terza nel 2000, come solista. Non poco per uno che, ragazzino, aveva messo da parte la prima chitarra acustica, una Hoyer, ricevuta in regalo perché "troppo difficile" da suonare. Era poco prima dell'onda blues e rock che lo avrebbe travolto da adolescente.
Esordì negli anni '60 nei “Bluesbreakers” di John Mayall, passò agli Yardbyrds e in seguito fondò i Cream, con Ginger Baker e Jack Bruce. Arrivarono Sunshine of Your Love, White Room, Badge e il successo, ma la band si sciolse nel 1969. Fu il primo trio del rock: chitarra, basso e batteria. Adesso, dopo la scomparsa di Baker lo scorso ottobre e di Jack Bruce, mancato nel 2014, resta solo Clapton. Poi fu la volta dei Blind Faith, supergruppo da un solo album, sempre con Ginger Baker e Steve Winwood. Clapton provò una terza volta con i Delaney & Bonnie, dopodiché pubblicò il suo primo album da solista: era il 1970.
Non convinto, fondò una quarta band, i Derek & The Dominos, con la quale creò brani senza tempo come Layla. Arrivato agli studi appositamente per conoscere Clapton, entrò a fare parte del gruppo un altro grande chitarrista elettrico, Duane Allman, degli Allman Brothers. Al successo statunitense dell'album Layla and Other Assorted Love Song seguì una tournée e poi un disco dal vivo. Ma Duane perse la vita in un incidente stradale e per Clapton si aprirono definitivamente le porte della droga e della depressione. Nell'agosto 1971, visibilmente provato, partecipò al Concert for Bangladesh dell'amico George Harrison, riprendendo tra l'altro il famoso assolo di While My Guitar Gently Weeps, da lui già eseguito nella versione del White Album dei Beatles.
Gli anni '80 furono gli anni della carriera da solista. Dieci anni dopo, tornò al blues, mentre il nuovo millennio lo avvicinò di più al pop e al puro blues. Ma forse non sono bastati i milioni di copie vendute dei suoi dischi, i numerosi Grammy, la Rock’n roll Hall of Fame, le collaborazioni con il gotha del rock (Beatles, Rolling Stones, Santana, Aretha Franklyn, Roger Waters, Mark Knopfler, John Lee Hooker, Stevie Winwood, i nostri Zucchero e Pino Daniele e, last but not least, il suo maestro di fingerpicking J.J Cale autore di Cocaine) a riempire i suoi vuoti interiori, narrati nel docu-film "Life in 12 bars". Dalle nozze con la moglie del suo migliore amico (Patty Boyd, ex moglie di George Harrison, è Layla), alla morte del piccolo Conor, avuto con Lori Del Santo, cui è dedicata Tears in Heaven. Nel 2002, l'artista inglese ha infine sposato Melia McEnery dalla quale ha avuto quattro figlie.
Gli ultimi anni lo hanno visto altalenare tra produzioni mainstream e dischi dichiaratamente blues (gli ultimi in questa serie sono Me & Mr. Johnson e Session for Robert J., tributi a Robert Johnson). Di recente, Clapton ha dovuto rallentare il ritmo a causa di una malattia, la neuropatia periferica, ma fa fatica ad appendere la chitarra al chiodo. Nel 2018 è ancora sul palco in Germania, Stati Uniti, e come headliner dell'Hyde Park festival insieme a Carlos Santana, Steve Winwood, Zucchero Fornaciari e altri ospiti e nello stesso anno pubblica il suo primo album di canzoni natalizie intitolato Happy Xmas.
Nel 2019 intraprende un nuovo tour, con date in Giappone, Europa e Stati Uniti e sarebbe arrivato anche in Italia a giugno (due date, una a Milano e una a Bologna). L'emergenza coronavirus lo ha costretto a rinviare il tour europeo alla primavera del 2021. Le nuove date italiane saranno le seguenti: 26 maggio 2021 a Milano, Mediolanum Forum e 28 maggio 2021 a Bologna, Unipol Arena.