Gli azzurri in maglia verde come nel 1954. Ma c'è chi dice no
Il colore ispirato al Rinascimento per celebrare i giovani talenti non piace ai pubblicitari
Una maglia verde, con colletto e bordo manica blu, ispirata al periodo rinascimentale per celebrare "i tanti giovani talenti che stanno diventando sempre più protagonisti dei successi degli Azzurri". L'ha creata lo sponsor tecnico Puma, in omaggio al momento attuale, "in cui un gruppo di giovani calciatori sta conquistando un ruolo importante nella rosa Azzurra (ben 12 hanno 25 anni o meno)".
Con motivi ispirati ai tessuti e all'architettura del Rinascimento, il colore del kit richiama la "Maglia Verde" indossata un'unica volta dall'Italia durante la vittoria per 2-0 contro l'Argentina nel dicembre 1954 allo Stadio Olimpico di Roma. Dopo quell'occasione, fa sapere la Figc, le Nazionali giovanili hanno adottato il verde come Home kit. L'azzurro, infatti, è rimasto per anni un'esclusiva della Nazionale maggiore. La nuova maglia farà il suo esordio il 12 ottobre in occasione di Italia-Grecia nello stesso Stadio Olimpico.
Su Twitter, il Presidente @gagravina ha così commentato la nuova maglia #Renaissance: “Il verde simboleggia il grande lavoro che stiamo facendo con i giovani. Vogliamo celebrare il rinascimento del calcio italiano con un colore che non sostituisce l’azzurro, ma lo rende ancora più luminoso”.
Il Presidente @gagravina commenta la nuova maglia #Renaissance: “Il verde simboleggia il grande lavoro che stiamo facendo con i giovani. Vogliamo celebrare il rinascimento del calcio italiano con un colore che non sostituisce l’azzurro, ma lo rende ancora più luminoso” pic.twitter.com/16mQbZnpue
— FIGC (@FIGC) 7 ottobre 2019
Non sono però mancate le polemiche e le critiche. "Sabato in maglia verde? Io sono old fashion, preferisco l'azzurro o il bianco", ha commentato il ct azzurro Roberto Mancini.
Pollice verso anche da parte dei pubblicitari: "La maglia verde, così come tutti i colori tenui, come grigio o il nero di notte, sono decisamente meno percepibili alla vista dei giocatori in campo, che devono individuarsi e ritrovarsi sul campo di gioco, verde, in occhiate di frazioni di secondo". Luciano Nardi, copy italiano e ad dell'agenzia Kube Libre, boccia la scelta della Nazionale italiana. "Immaginate di entrare in un supermercato con pareti e scaffali gialli, immaginate poi di posizionare su quelle mensole dei prodotti da vendere. Qual è l'unico colore che eviterete per la confezione, o packaging, dei prodotti che volete vendere?" dice Nardi. "Tutto ciò non è solo un mio parere ma è codificato in una vastissima letteratura - continua l'esperto. Senza scomodare il guru Vance Packard che già negli anni '50 nel suo libro "I persuasori occulti" teorizzava questo. "Molto più semplicemente ci si potrebbe rifare a Dino Zoff - ricorda Luciano Nardi - che, se ben ricordo, prediligeva appunto una maglia grigia o verde tenue per i motivi che ho appena spiegato:mimetizzava la sua porta" .