La moda delle bambole Reborn: così belle, così inquietanti
Davanti a una foto, distinguere una bambina reale da una Reborn potrebbe risultare alquanto difficile. E infatti la cura nei dettagli e l'aspetto iper-realistico suscitano molto interesse anche tra coloro che non hanno avuto figli. Ma la tendenza nata negli Usa racconta verità più ampie sulle persone che si avvicinano al fenomeno. Si tratta di semplice curiosità o è diventato addirittura un modo alternativo di considerarsi genitori adottivi?
Sono la brutta copia dei neonati, potrebbe dire chi si è già inquietato davanti alla prima fotografia che mostriamo. Eppure c'è chi le compra a prezzi non popolari: una Reborn accettabile costa 500 euro, si trovano anche a 100, su produzione industriale, ma se fatta a mano può arrivare anche a 20 mila.
Nata negli Stati Uniti agli inizi anni Novanta, la moda delle bambole Reborn è arrivata in Italia nel XXI secolo. Chi le cerca è affascinata anche dalla loro "rinascita dopo la morte". Spiegamolo meglio. Vecchie bambole vengono rigenerate o fatte rinascere, appunto Reborn, con capelli veri, con unghie vere, con tanti accorgimenti veri o verosimili. Ce ne sono tante e tutte diverse. Questo, naturalmente, giustifica gli alti costi. Più in generale, la loro realizzazione passa attraverso l'uso massiccio di silicone e tecniche di cucitura. La produzione è un'arte, come direbbe Karen McAllister, inglese di Ipswich, che ha creato 13 bambole 'reborner' ultra realistiche insieme a sua figlia Erin.
Come spiegare il fenomeno?
Se ami giocare con le bambole, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Eppure dietro quelle Reborn si nasconde, confessata o meno, l'illusione di credere che esista la possibilità, la scorciatoia diremmo, di diventare una "mamma adottiva". Si potrebbe scrivere un trattato di psicanalisi guardando i tanti video - diffusi in rete - con le bambole alle quali, ad esempio, viene cambiato il pannolino (c'è chi usa la Nutella per simulare meglio!), che vengono portate a spasso e 'mangiano' e 'dormono', 'vivono' insomma. Bambine che giocano a fare le mamme, adulte che credono di essere mamme: follia, distacco dalla realtà o semplicemente un gioco come altri?
Giudicare sommariamente è sempre sbagliato, ma quando si scopre che c'è qualcuno che addirittura chiama una baby sitter per accudire la piccola reborn, la tentazione viene. Meglio forse considerarla semplicemente una passione, come tante altre. In fondo, al di là della moda, non sono delle vere e proprie opere d'arte?