Innovatori italiani: dall'ingegneria al fitness
Tre ingegneri aerospaziali laureati al Politecnico di Milano applicano le proprie competenze al mondo degli allenamenti sportivi e creano un sensore che conquista il mercato Usa. Di Celia Guimaraes
Nel 2009 Tommaso Finadri, laureato in ingegneria aerospaziale, era alle prese con la certificazione per diventare preparatore atletico. Pensa così di sfruttare le sue competenze e usare la nuova tecnologia MEMS (accelerometri, magnetometri e giroscopi in miniatura) per produrre un ‘compagno di allenamento’ che fornisse informazioni per l'allenamento della forza. Il mercato a quel tempo offriva i primi encoder lineari ma erano molto costosi e poco pratici. L’idea di Tommaso prende piede e diventa startup, il risultato si chiama Beast.
Trainer e atleti in contato via app
Si tratta di un sensore per tracciare e ricevere informazioni accurate per chi si allena in palestra e si collega allo smartphone - via Bluetooth – all’app, disponibile per sistemi operativi iOS e Android (vedi gallery). Il sensore rileva in tempo reale forza, velocità, potenza e esplosività durante l’esercizio. I dati vengono inviati ad un portale web e così programmare gli allenamenti e monitorare i propri progressi. Grazie alla condivisione dei dati con l’account del trainer, risultati degli allenamenti e scheda d’allenamento si caricano da remoto.
Il peso degli ingegneri aerospaziali
Lo sviluppo del sensore ha avuto un’accelerazione nel 2012, quando Ernst Vittorio Haendler, anche lui ingegnere aerospaziale, scommette sull'idea e porta nel gruppo un altro ex collega di università, Lucio Pinzoni. Nel 2013 il gruppo partecipa al concorso di Polihub, l'acceleratore di impresa del Politecnico di Milano. Il progetto viene premiato, la startup diventa una società e, grazie ai finanziamenti (850.000 euro da investitori privati e finanziamenti agevolati del Ministero dello sviluppo economico per tecnologie innovative) parte la fase di sviluppo del prodotto. Che comincia alla grande, dalla Nazionale italiana di calcio che, in vista dei mondiale in Brasile, ha bisogno di un dispositivo per la preparazione atletica. Oggi la società è fornitore ufficiale della Nazionale italiana di Sci e sponsor ufficiale di Modena e Trentino Volley.
Alla conquista dell'America
Il sensore arriva in un territorio competitivo come quello degli Stati Uniti che sorprendentemente ne diventa il mercato di riferimento dove realizza più del 65% delle vendite totali. “Un prodotto come Beast ha trovato terreno fertile negli Stati Uniti perché è Paese il più ricettivo nel mondo dei fitness tracker”, spiega il Cto Tommaso Finadri. E questo “a dispetto dei più blasonati wearable come Fitbit che contano solo passi e calorie, che sono risultati quindi poco utili a chi invece aveva bisogno di altri tipi di dati per raggiungere i proprio obiettivi in sala pesi”.