Niente Brexit, siamo Tech
di Celia Guimaraes
Londra è considerata la capitale tech d'Europa. L'apporto delle aziende tecnologiche all'economia britannica è di oltre 230 miliardi di euro l'anno, secondo i dati più recenti di Boston Consulting. La capitale del Regno Unito è anche porta d'ingresso privilegiato per poter crescere in Europa e affacciarsi alla Silicon Valley.
Leave or remain
Le startup del settore tech non sembrano essere favorevoli all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, almeno secondo il parere raccolto dalla stampa specializzata e da quella economico-finanziaria. Nessuna delle aziende tech con valore di mercato superiore al miliardo di dollari, i cosiddetti unicorni, vorrebbe infatti un 'leave'. Questo è quanto rilevato dal quotidiano britannico Guardian in un'inchiesta. Ma tra le 14 aziende interpellate (di ogni tipologia e valore di mercato), solo cinque si sono dichiarate apertamente contrarie al 'leave', mentre le altre nove si sono dichiarate neutrali o hanno preferito non esprimersi.
Berlino e Dublino
Sondaggi condotti dalle associazioni di categoria della tech economy hanno stimato che l'83% delle aziende tech britanniche era favorevole al 'remain'. E dalla Silicon Valley, secondo gli osservatori, emergeva il timore che i raporti tra le due sponde dell'Atlantico potessero diventare meno facili. Le grandi Corporate, inoltre, potrebbero decidere di lasciare le loro sedi legali in Europa, tradizionalmente a Londra, per trasferirsi a Berlino - secondo polo per importanza nell'Unione - o a Dublino, già ora sede fiscale di molte Corporate grazie alla politica delle tasse più favorevole rispetto a quella degli altri Paesi Ue.
Stessi timori sono stati apertamente espressi dal mondo della ricerca. Un articolo del Mit Technology Review spiegava che la comunità scientifica vede nella Brexit una ulteriore difficoltà per finanziamenti e per la libera circolazione dei giovani cervelli provenienti da altri Paesi.
Da startup a scaleup
La Gran Bretagna è anche al primo posto nel favorire la crescita delle startup innovative, seguita da Germania, Francia Spagna e - molto indietro - dall'Italia, secondo un rapporto pubblicato da Startup Europe Partnership.
Le scaleup europee - vale a dire le circa mille stratup dell'Unione europea che sono riuscite a salire al gradino successivo di finanziamenti - si trovano al 50% tra Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord e hanno ottenuto nel 2015 più di 11 miliardi di dollari di finanziamenti, contro i 6,6 miliardi della Germania e i 3,3 della Francia. Le scaleup italiane al confronto sono - in numero di aziende - solo sei volte inferiori a quelle britanniche, ma hanno ottenuto soltanto 0,4 miliardi di dollari in finanziamenti, vale a dire 28 volte meno della Gran Bretagna.