Canarie, la colata lavica del vulcano Cumbre Vieja avanza verso il mare
Distrutti 589 edifici e 21 chilometri di strade, Madrid approva il piano di aiuti
La colata lavica del nuovo vulcano del complesso del Cumbre Vieja, sull'isola di Palma, continua ad avanzare verso il mare. Secondo il Dipartimento della sicurezza interna delle Canarie, la lava si trova tra gli 800 e i mille metri dalla costa. "La lava si trova a circa 1.000 metri dalla costa di Tazacorte", ha spiegato Miguel Ángel Morcuende, direttore tecnico del Piano di prevenzione del rischio vulcanico delle Isole Canarie (Pevolca), in un'intervista a Canarias Radio.
Il vulcano è entrato in una fase effusiva, con meno esplosioni, secondo l'Istituto Vulcanologico delle Isole Canarie (Involcan). Secondo Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea, la colonna di anidride solforosa originata dal vulcano arriverà nell'arcipelago delle Svalbard, situato nell'Oceano Artico.
Distrutti 589 edifici e 21 chilometri di strade
La lava espulsa sull'isola dal vulcano Cumbre Vieja, in eruzione da domenica 19 settembre, ha già distrutto 589 edifici e 21 chilometri di strade, coprendo 258 ettari di terreno: lo si apprende dagli ultimi dati resi noti dal sistema europeo Copernicus. 76 edifici sono stati distrutti nelle ultime 24 ore circa. Dopo che nella mattinata di ieri il vulcano si era apparentemente quasi fermato, verso sera ha ripreso a sprigionare lava intensamente, anche se in maniera intermittente. Un comportamento che gli esperti considerano"normale".
Madrid approva aiuti per La Palma
Il governo spagnolo ha approvato in Consiglio dei Ministri "aiuti diretti" per un importo di 10,5 milioni di euro in sostegno dell'isola di La Palma. Questi aiuti, ha spiegato la portavoce dell'esecutivo Isabel Rodríguez in conferenza stampa, serviranno per coprire l'emergenza abitativa delle persone che hanno perso le loro case sotto le colate di lava ed altre necessità urgenti delle famiglie. Il governo ha inoltre approvato la dichiarazione di La Palma come zona colpita da disastro naturale, misura che permette lo sblocco di risorse extra e aiuti fiscali.