Commuove la foto colorizzata di una bambina polacca uccisa ad Auschwitz
A 65 anni dalla morte di Czesława Kwoka, una giovanissima prigioniera del campo di sterminio, il Museo di Auschwitz ha postato sul suo profilo Twitter le immagini segnaletiche dell'adolescente colorizzate da un'artista brasiliana.
Secondo la testimonianza di un sopravvissuto, Wilhelm Brasse, che scattò materialmente le sue foto segnaletiche, pochi istanti prima la bambina era stata picchiata dalle guardie e nelle immagini si può vedere il labbro tagliato dalle percosse. Il nome della bambina in questione è Czesława Kwoka e veniva da Wólka Złojecka, una piccola città nella regione di Zamość dove era nata il 15 agosto del 1928. Era arrivata al campo il 13 dicembre del 1942, deportata insieme alla madre Katarzyna, entrambe catturate come sovversive. Le fu dato il numero di prigionia 26949. Il 18 febbraio del 1943 fu uccisa con un'iniezione di Phenol nel cuore.
Marina Amaral (@marinamaral2) a Brazilian artist, an expert in colorization of b&w pictures, created a colorized version of the registration image of Czesława Kwoka. 4/4 pic.twitter.com/Dp18k30HZm
— Auschwitz Memorial (@AuschwitzMuseum) 12 marzo 2018
Il tweet del Museo di Auschwitz ha suscitato grande emozione: centinaia di commenti e, a distanza di un paio di giorni quasi 10mila retweet e oltre 43mila "Mi piace". La colorizzazione è opera di Marina Amaral, un'artista brasiliana che fa di questa tecnica il suo tratto distintivo. Ecco come Amaral spiega la forza emotiva di queste immagini: "Credo fermamente alla forza che scaturisce dal vedere volti come quello di Czesława a colori, è molto più facile identificarsi una volta che li si veda come dei veri esseri umani. Questo può sembrare paradossale ma è necessario questo passaggio per comprendere veramente e sentirsi coinvolti più intimamente. Questo fatto non ha nulla a che vedere con me o con il mio lavoro ma con il potere che hanno i colori di farci capire che queste persone che vivevano nel passato, proprio come noi, avevano famiglie, amici, sogni e avevano vissuto momenti difficili. Guardate gli occhi di Czesława."
Grazie alla versione colorizzata dell'immagine è ben visibile sulla tenuta della ragazza il triangolo rosso che era il marchio con cui venivano identificati i prigionieri politici. Czesława è rimasta ad Auschwitz solo tre mesi prima di essere uccisa, un meso dopo la madre che ha fatto la stessa fine.