Fedez e la Sharing Economy
Nella 'Fabbrica delle startup' Luiss Enlabs l’evento “Compose the future” con il rapper e produttore musicale Fedez, che dice: “i governanti resistono al cambiamento ma la rivoluzione digitale è già in atto”. Servizio di Celia Guimaraes
Creare un organismo di tutela per le imprese innovative presso il Ministero dello sviluppo economico, per interagire con lo Stato e le istituzioni in modo trasparente e regolamentato. Questa la richiesta di Soundreef, società di raccolta e gestione dei diritti d’autore – presentata nell’acceleratore di startup Luiss Enlabs di LVenture Group, il venture capital che per primo ha creduto e investito in loro - e di Flixbus, la società tedesca di bus low cost che da poco è stata dichiarata illegittima in Italia. Hanno partecipato all’evento Endeavor, organizzazione non-profit che seleziona imprenditori per aiutarli a sviluppare il loro business in fase di scale up, Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e Sergio Battelli, della Commissione Cultura.
Arriva Fedez, sostiene Soundreef
Il rapper e produttore discografico Fedez, primo fra i grandi cantanti a lasciare la Siae per affidare la gestione dei suoi diritti d’autore a Soundreef ha raccontato ai presenti la sua esperienza: “Il mio interesse per l‘innovazione e il digitale non è di oggi. Ho creduto fin da subito a Soundreef e alla bontà del progetto ma sapevo fin dall’inizio che essendo una via nuova avrei incontrato tante resistenze e così è stato ma non mi pento. Sono anzi più determinato a spingere per un cambiamento e contro il mantenimento di posizioni di privilegio. La rivoluzione digitale è già in atto e anche la politica non potrà fermarne la forza dirompente”.
“Negli ultimi anni – ha detto Davide d’Atri, amministratore delegato di Soundreef - società innovative come Soundreef e Flixbus hanno rivoluzionato i rispettivi settori di appartenenza, incontrando però contesti normativi sorpassati e inadeguati. Vogliamo costruire un dialogo costante con le istituzioni perché il nostro contributo in termini economici possa spingere la crescita stessa dell’intero Paese. Non siamo contro nessuno ma è più che legittima la nostra aspirazione a far parte del futuro di quest’Italia”.
Flixbus fuori rotta
Da ottobre infatti l'attività di Flixbus sarà limitata per effetto una norma inserita nell’ultima “manovrina” del Governo, che impedisce a società senza mezzi di proprietà di lavorare nel settore. Flixbus non possiede mezzi propri ma si rivolge a piccole società di traporto locale e, secondo l'ad Fabio Maccione, “il legislatore da un lato dichiara di voler supportare e dare impulso al mondo delle startup e dell’imprenditoria giovanile, dall’altro lato sembra resistere al cambiamento, non fornisce adeguati strumenti legislativi, non aiuta gli imprenditori e blocca i processi innovativi del Paese”.
Regole certe per tutti
“Paesi come la Germania, e perfino il Cile, per non citare la solita Silicon Valley", ha ricordato Luigi Cappello, Ceo di LVenture Group e Luiss Enlabs, "stanno creando le condizioni migliori per chi ha nuove idee d’impresa e l’Italia deve guardare agli esempi migliori per andare avanti”. La parola, quindi, passa alla politica: "Non è più tollerabile avere un trattamento diverso tra il mondo online e quello offline, sia che si tratti di fisco, musica, di informazione o commercio; la politica ha il dovere di regolare un fenomeno senza precedenti. L'economia, ormai tutta digitale, non può essere esente da regole", ha detto Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, sostenitore della proposta di Web tax. "La musica è stato il primo comparto ad aver subito le conseguenze del digitale, è morta e resuscitata dalle sue stesse ceneri e ci dà continuamente stimoli per intervenire. Con il digitale sono cambiati tutti i modelli di business e uno Stato serio deve occuparsi di come regolare questi cambiamenti epocali per garantire a tutti equità e parità di regole", ha concluso Boccia.