Coronavirus, genitori alle prese con la chiusura delle scuole
Il servizio di Matteo Parlato
In attesa delle misure del Governo, chi ha bambini piccoli studia la riorganizzazione della propria giornata con i figli a casa.
Una misura senza precedenti
L'emergenza coronavirus oggi entra nella storia d'Italia con le misure annunciate dal governo: mai prima, neppure durante la Seconda guerra mondiale, sono state sospese su tutto il territorio nazionale le lezioni nelle scuole e nelle università. Salvo il coprifuoco, decretato nel tentativo di proteggere il Paese dai bombardamenti (prima degli angloamericani, quindi dei tedeschi), anche le attività di cinema e teatri non sono mai state sospese in modo generalizzato. Nessun italiano ha pertanto nozione, né memoria diretta e personale, delle circostanze che il Paese vivrà fino al 15 marzo prossimo, qualora l'emergenza non convinca il governo a una proroga dei provvedimenti contenuti nel dpcm firmato questa sera dal premier Giuseppe Conte.
Scuole chiuse in Italia è breaking news sul web
La chiusura delle scuole in Italia campeggia sui maggiori siti di informazione del mondo. È in apertura sul portale della Bbc ("L'Italia chiude le scuole mentre sale il numero dei morti") ma anche su quello del Guardian mentre per il Times of Israel è' la seconda notizia dopo l'apertura sugli sviluppi di politica interna. Dalla Francia, Le Figaro sottolinea sia il bilancio delle vittime sia la decisione di chiudere le scuole. Mentre Le Parisienne punta sul fermo delle attività didattiche, evitando di sottolineare il numero dei decessi. Le Monde titola "Misure drastiche in Italia, mentre il bilancio dell'epidemia scatenata dal coronavirus supera i 100 morti". Titolo molto simile per il Washington Post, che mette gli sviluppi italiani del coronavirus subito sotto il Super Tuesday delle primarie. Per lo spagnolo El Pais, il titolo d'apertura è per il secondo morto per coronavirus in Spagna. L'Italia e la decisione di chiudere le scuole sono nel sommario dello stesso titolo. Il quotidiano di Catalogna La Vanguardia tiene separate le due notizie e mette quella italiana al secondo posto nella home page.
La norma del DPCM che chiude scuole e università
"Limitatamente al periodo intercorrente dal giorno successivo a quello di efficacia del presente decreto e fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; sono esclusi dalla sospensione i corsi post universitari connessi con l'esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, nonché le attività delle scuole di formazione attivate presso i ministeri dell'interno e della difesa". Così la norma del Dpcm che sospende le attività nelle scuole e nelle università fino al 15 marzo.
Furlan: con scuole chiuse almeno un genitore a casa
"Occorrono strumenti specifici dedicati alle famiglie perché se i bambini alla lunga non andranno a scuola almeno uno dei due genitori possa stare a casa con i figli. Occorre allargare l'utilizzo dei congedi parentali per consentire ai lavoratori di avere più tempo disponibile da dedicare alla cura dei figli, nonché intervenire dove è possibile con lo smart working". Lo ha detto la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan al termine dell'incontro con il Governo sull'emergenza Coronavirus.
Dadone: ora misure per genitori
"La chiusura delle #scuole comporta un grande sacrificio per molte famiglie, ma stiamo già mettendo a punto norme che tutelano i dipendenti della #Pa gravati da obblighi di cura genitoriale. Il Governo fa ogni scelta necessaria per bloccare la diffusione del #coronavirus". Così la ministra della Funzione Pubblica Fabiana Dadone, su Twitter. Il governo potrebbe optare anche per questi casi a un'estensione delle garanzie già previste dal precedente decreto per le assenze dei lavoratori pubblici nella zona rossa.
Castelli: "A lavoro per un genitore a casa"
"Siamo consapevoli dell'impatto che una misura come la chiusura delle scuole potrà avere sui nuclei familiari e sul Paese, per questo ci stiamo muovendo con la massima celerità e determinazione a tutela dei lavoratori pubblici e privati. È in fase di definizione una norma che prevede la possibilità per uno dei genitori, in caso di chiusura delle scuole, di assentarsi dal lavoro per accudire i figli minorenni. Ne ho già parlato con il Ministro Gualtieri e gli altri Ministri competenti: faremo tutto quello che è necessario per venire incontro ai bisogni dei cittadini e delle famiglie e per ridurre al massimo i disagi". Lo ha detto il Vice Ministro dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli.
La ministra della Famiglia Elena Bonetti aggiunge: "Ho già proposto sostegno economico per le spese di babysitting e estensione dei congedi parentali per le lavoratrici e i lavoratori".
Assenze non computate per ammissione a esami
"Le Università e le Istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni". E' quanto si legge in una nuova bozza di Dpcm su cui lavora il governo.
Unesco: nel mondo 290 milioni scolari senza scuola
La chiusura delle scuole in 13 Paesi per arrestare la diffusione del coronavirus ha sconvolto le classi di 290,5 milioni di scolari in tutto il mondo, una cifra senza precedenti, lo riferisce l'Unesco. Nelle ultime due settimane, tredici paesi hanno ordinato la chiusura delle scuole e altri nove hanno imposto misure simili a livello locale per prevenire la diffusione di COVID-19, afferma l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Se i nove paesi con restrizioni locali finissero per generalizzare la chiusura delle scuole a livello nazionale, altri 180 milioni di bambini e giovani rimarrebbero senza accesso all'istruzione. Solo due settimane fa, la Cina era l'unico paese ad aver chiuso le scuole a causa del coronavirus. L'Unesco ha convocato una riunione d'emergenza dei ministri dell'istruzione il 19 marzo - che si terrà in teleconferenza - per mettere in comune le varie strategie nazionali per il mantenimento dell'istruzione. "Stiamo lavorando con i paesi per garantire la continuità dell'apprendimento per tutti, soprattutto per i bambini e i giovani svantaggiati che spesso sono i più colpiti dalla chiusura delle scuole", ha detto il direttore generale dell'Unesco Audrey Azoulay nella nota diffusa oggi. Anche per l'ex ministro della Cultura francese, "la scala globale e la velocità dell'attuale interruzione dell'istruzione non ha eguali e, se prolungata, potrebbe minacciare il diritto all'istruzione". L'Unesco sottolinea che la chiusura delle scuole, anche se temporanea, "è problematica per molte ragioni" perché implica una riduzione dei tempi di apprendimento e può avere altre ripercussioni come effetti dannosi sulle famiglie e sul lavoro dei genitori. L'organizzazione sottolinea che sta sostenendo l'implementazione di programmi e piattaforme di educazione a distanza su larga scala che permettono a studenti e insegnanti di connettersi da casa.