Serie C, la partita del 20-0
di Stefano Tallia
Sarà ricordata come una delle pagine più assurde dello sport italiano professionistico, nella disciplina regina del nostro Paese, il calcio. Una partita in un campionato ufficiale, la serie C, si trasforma in farsa e, per certi versi, addirittura in dramma, finendo 20-0.
A Cuneo il Pro Piacenza, squadra in gravissima crisi finanziaria, per evitare il fallimento è stata costretta a scendere in campo (aveva già saltato tre gare: alla quarta si viene esclusi dal campionato) e lo ha fatto 'rimediando' 7 giocatori (il minimo consentito perché una partita sia considerate regolare), tutti ragazzi dai 19 anni in giù, senza dirigenti né staff tecnico.
Il capitano annunciato nelle liste dei giocatori distribuite alla stampa era il 19enne Nicola Cirigliano che compariva anche come allenatore. Una partita farsa completata anche dalla discesa in campo come ottavo giocatore del massaggiatore (che per un ennesimo scherzo del destino si è anche infortunato al 75'). Una partita che non si doveva giocare e che, certamente, non si doveva giocare come è stato fatto dal Cuneo.
Si dice che lo sport sia bello se interpretato come fanno gli anglosassoni, che vanno avanti a testa bassa come se si giocassero la casa anche quando il risultato è ampiamente al sicuro. Ma non è vero, soprattutto quando in campo ci sono i ragazzi e quando è evidente che non si tratta di sport, ma di disperazione. Vincere 20-0 in 11 contro 7 è impresa non memorabile, tutt'altro. E i social si scatenano contro il Cuneo, allenatore e calciatori, perché hanno messo in atto una 'macelleria' calcistica senza motivo.