Draghi ad atleti olimpici: siete simbolo integrazione
Intervento di saluto a palazzo Chigi del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, agli atleti olimpici e paralimpici
"Qui vedo la generazione che vuole cambiare l'Italia. E che, ne sono certo, ci riuscirà. Siete simboli di integrazione e di superamento delle barriere.
Tocca a noi come Governo mettere in grado voi e i vostri coetanei di sprigionare le vostre energie. Perché, come abbiamo visto, possono portare a grandi soddisfazioni per il Paese". Lo afferma il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento di saluto a palazzo Chigi agli atleti olimpici e paralimpici.
Draghi porta agli atleti olimpici e paralimpici "il ringraziamento del Governo e di tutto lo staff di Palazzo Chigi, che per la seconda volta in pochi mesi celebra qui lo sport italiano. Due mesi fa, durante il ricevimento per la nazionale di calcio, Matteo Berrettini, e l'Under 23 di atletica, ho fatto gli auguri a voi atlete e atleti in partenza per Tokyo. Non potevo certo immaginare sarebbe andata così bene! Alle Olimpiadi avete raggiunto il record italiano di medaglie. Quaranta in totale, di cui 10 ori, 10 argenti e 20 bronzi. E alle Paralimpiadi avete conquistato 14 ori, 29 argenti e 26 bronzi. Il numero più alto di podi - ben 69 - dall'edizione di Roma nel 1960".
Il premier prosegue: "La gioia e l'orgoglio per i vostri successi è enorme. Avete superato le aspettative di tutti gli italiani. Ci avete fatto vivere momenti che ricorderemo molto a lungo. C'è solo un problema: ci state abituando male! Permettetemi una menzione particolare per l'atletica leggera, che ha raggiunto risultati che non avremmo mai pensato possibili. L'uomo più veloce del mondo è un italiano: Marcell Jacobs. Italiana è anche la staffetta più veloce - con Jacobs, Lorenzo Patta, Fausto Desalu e Filippo Tortu. Per un centesimo!".
Draghi continua: "Ambra Sabatini, Martina Caironi e Monica Contrafatto hanno vinto tutte e tre le medaglie nei 100 metri femminili; mentre Antonella Palmisano e Massimo Stano sono arrivati primi nei 20Km di marcia. L'Italia va veloce e quando salta, vola. Penso ovviamente al nostro Gianmarco Tamberi. Ma sono molte altre le discipline in cui vi siete distinti. Dal sollevamento pesi alle "Farfalle" della ginnastica ritmica. Pugilato, judo, karate, taekwondo e lotta libera. Nuoto, canoa, canottaggio e vela. Scherma, tiro a volo e tiro con l'arco. Ginnastica artistica, ciclismo, equitazione. Triathlon e tennistavolo.
Mai nella storia l'Italia aveva avuto delegazioni così numerose - quasi 500 atleti in totale, di cui la metà donne.
Segno di un mondo dello sport vario, vivo e vincente".
"Le vostre storie - aggiunge Draghi - sono un modello per tutti gli italiani. Il vostro talento è enorme, ma il talento da solo non basta. Avete dimostrato professionalità, intelligenza e spirito di sacrificio. Determinazione, pazienza, ma soprattutto coraggio.
Penso a Stefano Raimondi, che si è avvicinato al nuoto dopo un incidente a 15 anni e che a Tokyo ha vinto ben sette medaglie.
O a Bebe Vio, che ha superato mesi drammatici prima di trionfare ancora una volta nella scherma".
"Spesso - conclude Draghi - quando parliamo di futuro è facile perdersi in concetti astratti. Qui vedo la generazione che vuole cambiare l'Italia. E che, ne sono certo, ci riuscirà. Siete simboli di integrazione e di superamento delle barriere. Tocca a noi come Governo mettere in grado voi e i vostri coetanei di sprigionare le vostre energie. Perché, come abbiamo visto, possono portare a grandi soddisfazioni per il Paese. Il mio ultimo ringraziamento va a coloro che vi sono vicini. Perché tutti gli sport, anche quelli individuali, sono in realtà sport di squadra. Penso ai vostri preparatori, ai vostri compagni di allenamento, al vostro staff tecnico. Ai Comitati Olimpico e Paralimpico, e alle Federazioni. Alle vostre famiglie e ai vostri cari che, sono sicuro, hanno fatto più di una rinuncia per aiutarvi a rincorrere i vostri sogni.
Il resto del mondo guarda a questa estate italiana di successi sportivi con ammirazione e, perché no, un pizzico d'invidia. Auguro a tutti voi, e a tuti noi, di continuare così".