L'evoluzione delle mascherine: da stoffa ricamata a hi-tech
Stoffa o hi-tech, sono ormai irrinunciabili
Fin dall'inizio della diffusione in Italia del coronavirus il Made in Italy, dalle grandi firme della moda ai Makers, si è mobilitato per soddisfare un bisogno immediato e dare una mano nell'emergenza. Con il ritorno a scuola e l'obbligo di indossarle, anche per i più piccoli, sono apparse nei negozi di prodotti artigianali di varie città (queste sono state fotografate a Pisa) delle simpatiche mascherine in stoffa con il nome ricamato, che richiamano i grembiuli dei bambini anche nei colori.
Sempre per bambini e ragazzi da 6 a 14 anni, ma hi-tech, le iMask2, (classe I con marcatura CE) nelle versioni FFP2 ed FFP3, con filtro che può essere sanificato e sterilizzato ad ogni utilizzo, efficace fino a trenta giorni. Le produce la startup siciliana iMask, nata proprio durante l'emergenza Covid 19. Richiamano, in qualche modo, i dispositivi creati da Apple per i propri dipendenti, che non saranno, però, disponibili alla vendita.
Degna di segnalazione anche la mascherina usata dai ricercatori di Pi Campus, ecosistema di startup romano, in una recente conferenza online: speciali mascherine trasparenti con particolari accorgimenti per consentire allo speaker di usare il microfono.
Secondo l'ultima indagine (relativa a gennaio-luglio) diffusa da Trustpilot, piattaforma mondiale di recensioni di prodotti, nel 2020 sono state tre le categorie che hanno fatto registrare un vero e proprio boom nelle recensioni online, ma la prima in assoluto è quella relativa al settore health & beauty: quasi un raddoppio a livello internazionale rispetto allo stesso periodo del 2019 (+128% in Italia) della domanda di prodotti come sapone, disinfettanti per le mani, guanti monouso e mascherine per il viso, ma anche di ulteriori farmaci, vitamine e integratori.