Francia. Da Charlie Hebdo al professor Paty, una lunga scia di sangue
La Francia negli ultimi 5 anni è stata il bersaglio principale del furore anti-occidentale in Europa, con una lunga serie di assalti contro i civili
L'accoltellamento nella cattedrale di Notre-Dame a Nizza richiama alla memoria una serie di attentati che hanno colpito la Francia dal 2015 in poi. Il primo attacco nel cuore di Parigi fu quello di gennaio 2015 contro la sede di Charlie Hebdo, che decimò la redazione del settimanale satirico. Dopo il momento di 'Je suis Charlie', con milioni in strada a Parigi per manifestare che la Francia restava in piedi davanti al terrorismo, l'Europa doveva ancora vivere il Bataclan, gli attacchi all'aeroporto e alla metro di Bruxelles e l'attentato sul lungomare di Nizza, solo per citarne alcuni.
Charlie Hebdo, 7 gennaio 2015 - Il primo attacco è contro un simbolo della satira, che non risparmia nemmeno la religione. Due uomini armati irrompono nella redazione parigina della rivista Charlie Hebdo, uccidendo 12 persone, tra cui il direttore. Come vendetta per le vignette sull'islam e le caricature di Maometto. I killer sono i fratelli Kouachi, francesi di origine algerina, addestratisi in Yemen con Al-Qaeda. "Abbiamo vendicato il profeta", gridarono mentre fuggivano dopo avere ucciso a bruciapelo anche un poliziotto sul marciapiede antistante la redazione. Il riferimento era alle caricature di Maometto che il giornale aveva pubblicato (e che solo qualche giorno fa ha scelto di ripubblicare alla vigilia dell'apertura dello storico processo per gli attacchi di gennaio 2015). Dodici in totale i morti. Ne seguì una caccia all'uomo, che si concluse solo il 9 gennaio con l'uccisione dei Kouachi in un raid delle forze speciali francesi, dopo che i fratelli si barricarono in una tipografia a Dammartin en Goele.
Intanto ci furono anche altre vittime: l'8 gennaio Amedy Coulibaly uccise una poliziotta a Montrouge, vicino Parigi, e poi il 9 gennaio si barricò nel supermercato Hypercacher di Porte de Vincennes prendendo ostaggi. Il bilancio della crisi degli ostaggi fu di quattro morti e anche Coulibaly, che aveva prestato fedeltà all'Isis, fu ucciso. Gli attacchi dei fratelli Kouachi e di Coulibaly erano legati: il giovane chiese infatti la liberazione dei fratelli in cambio del rilascio degli ostaggi dell'Hypercacher; emerse poi che si erano conosciuti in carcere.
Il 26 giugno 2015, nell'area di Lione, un fattorino decapita il suo capo con un coltello e poi, brandendo bandiere islamiste, cerca di far esplodere una fabbrica.
Bataclan, 13 novembre 2015 - Parigi vive una nottata da incubo, teatro di guerriglia: tre commando assaltano la sala concerti del Bataclan, lo stade de France e diversi caffé del centro. Una strage: 130 morti, tra cui l'italiana Valeria Solesin, e oltre 400 feriti. Il maggior numero di vittime, 89, fu registrato nella sala concerti Bataclan, sold out per il concerto del gruppo rock americano 'Eagles of death metal'. Il 14 novembre l'Isis rivendicò l'attentato.
Nizza, 14 luglio 2016 - Un giovane tunisino travolge e uccide con un tir 86 persone sul lungomare e ne ferisce 450. Era il giorno della festa nazionale. Alla guida del camion c'era Mohamed Lahouaiej Bouhlel, di origini tunisine e che abitava a Nizza, ucciso dagli agenti nel tentativo di fermare la sua corsa sulla Promenade. Cinque gli italiani morti nell'attentato, ai quali si aggiunge un giovane italo-americano. Alcuni giorni dopo un sacerdote cattolico, padre Jacques Hamel, viene massacrato durante la messa in una chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia. I due assalitori vengono uccisi. L'Isis rivendica.
Il 2017 all'arma bianca - Il 3 febbraio un egiziano di 29 anni, armato di due machete, si scaglia contro quattro soldati a guardia del Louvre, gridando 'Allah akbar'. Stessa dinamica, il 15 settembre: il bersaglio è un militare, alla metropolitana di Parigi, l'arma è un coltello. L'episodio più grave avviene il primo ottobre: un tunisino accoltella a morte due donne davanti alla stazione di Marsiglia gridando "Allah Akbar".
Strasburgo, 12 dicembre 2018 - Un uomo piomba armato su un mercatino di Natale, uccidendo 4 persone e ferendone 11. Tra le vittime anche il giornalista italiano Antonio Megalizzi. Alcuni mesi prima, il 12 maggio, un giovane francese nato in Cecenia accoltella i passanti in una strada del centro di Parigi, gridando "Allah Akbar". Un morto e quattro feriti. Ancora la firma dell'Isis.
E' invece un lupo solitario l'aggressore che il 3 ottobre 2019 accoltella a morte tre agenti di polizia e un agente amministrativo nel quartier generale della polizia di Parigi. Era uno scienziato informatico che lavorava presso la direzione dell'intelligence, convertito all'Islam.
Il professor Paty, 16 ottobre 2020 - Il pomeriggio del 16 ottobre nella periferia di Parigi, a Conflans Sainte Honorine, un 18enne di origine cecena, Abdullakh Anzorov decapita il professore di storia e geografia Samuel Paty per aver aperto in classe una discussione con i suoi alunni sulle vignette satiriche di Charlie Hebdo sul profeta Maometto. Il ragazzo, ucciso poco dopo dagli agenti, ha rivendicato l'attentato con una nota lasciata sul proprio cellulare e ha diffuso la macabra foto del corpo senza vita di Paty sul proprio profilo Twitter. L'indagine è stata affidata immediatamente all'antiterrorismo che nei giorni seguenti ha fermato diverse persone coinvolte nell'attentato tra cui i familiari del 18enne, compreso il fratello minorenne, e il padre di un'alunna del professore che sui social aveva lanciato una campagna d'odio contro Paty. Dalle indagini è emerso che Anzorov era entrato in contatto con l'uomo prima di pianificare l'attacco e che ha pagato alcuni alunni della scuola per farsi indicare il professore. Paty è stato insignito della Legione d'Onore e celebrato con una cerimonia di Stato in cui il presidente Emmanuel Macron ha difeso la libertà di espressione, la laicità e i valori secolari in Francia.