"Grazie Carla", folla a Milano per l'ultimo saluto alla Fracci
"Abbiate cura del Teatro, della Scala - ha detto Beppe Menegatti, marito della grande étoile - e soprattutto della danza che è sempre più viva ed è tra le bellezze che salverà il mondo"
"La immaginiamo vestita di bianco camminare con il suo passo leggero e la accompagniamo fino alle soglie del mistero, fino a quel crinale che dovra' oltrepassare da sola, e li' l'attende il Signore con le braccia aperte". E' uno dei passaggi dell'omelia di monsignor Gianni Zappa, il parrocco della chiesa di San Marco dove si sono svolti i funerali di Carla Fracci. Dell'etolie della Scala don Zappa ha ricordato "la grazie e il coraggio" con cui ha vissuto "fino agli ultimi giorni della sua vita"; un'esistenza caratterizzata "da una grande passione" e da un "profondo rigore", valori espressi attraverso "la danza sui palcoscenici di tutto il mondo", una danza che tuttavia costituiva solo "la punta espressiva della sua danza interiore".
Presenti alle esequie il sindaco di Milano Giuseppe Sala con la fascia tricolore, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini,il sovrintendente del teatro alla Scala Dominique Meyer e i ballerini dell'accademia, oltre ad amici e gente comune. Davanti alla parrocchia un centinaio di persone hanno atteso l'inizio delle esequie. Tra i presenti anche le ètoile Eleonora Abbagnato e Roberto Bolle.
Un lungo applauso ha accolto il feretro di Carla Fracci al termine delle esequie che si sono svolte presso la chiesa di San Marco a Milano. Tanta la commozione tra i membri della famiglia, a cominciare dal marito Beppe Menegatti e il figlio Francesco: con lui anche Luciana, la storica assistente della ballerina. Subito dietro l'auto che trasporta il feretro il sindaco di Milano Beppe Sala. All'uscita dalla chiesa l'organo ha suonato le note dell'aria 'Sempre libera' della Traviata di Giuseppe Verdi.
Meyer: "Tristezza è di tutto il mondo"
"Una giornata paradossale perché c'è il sole, c'è la ripartenza, a Milano molta vita e poi c'è la tristezza per questa perdita": il sovrintendente della Scala Dominique Meyer lo ha detto ai microfoni della Rai arrivando alla Chiesa di San Marco dove fra poco si svolgerà il funerale di Carla Fracci. "Siamo tutti tristi a Milano e in Italia ma - ha aggiunto Meyer - è una tristezza internazionale: tutte le grandi compagnie di danza del mondo condividono con noi questa tristezza". Il sovrintendente ha spiegato che alla Scala piangono anche i muri "perché lei faceva parte del teatro".