L'idea per "guarire" l'Italia e la Terra: 60 milioni di alberi da piantare. "Uno per ogni italiano"
L'iniziativa rivoluzionaria interroga ciascuno di noi, con la speranza di stimolare la nostra "buona volontà". Ogni italiano potrebbe piantare un albero e fare la differenza: nei giardini condominiali e privati come azione del singolo e persino farsi fautori di suggerimenti collettivi nelle aziende dove si è impiegati
Nonostante le difficoltà evidenti delle amministrazioni locali di censire gli alberi nel proprio territorio, le proposte di piantare 60 milioni di alberi "Uno per ogni italiano" è più di una buona idea. L'iniziativa, promossa dalla Comunità Laudato si', dal presidente di Slow Food Carlo Petrini, il vescovo di Rieti, Domenico Pompili, e dallo scienziato Stefano Mancuso, mira a salvare l'Italia e la Terra superando il processo irreversibile di distruzione del nostro pianeta al quale partecipiamo involontariamente.
Ogni persona può piantare un albero. "Occorre fare subito se vogliamo arrivare al 2030 in condizioni atmosferiche non irreversibili, il momento di agire è adesso". Parte così "Un albero in Più", l'appello per piantare in Italia il prima possibile 60 milioni di alberi, cui ha aderito subito anche il Wwf, uno per ogni italiano. Abbiamo già degli hashtag sui social: #Unalberoinpiù #Tipianto fanno sapere gli organizzatori. "L'anidride carbonica (CO2) che si accumula nell'atmosfera - spiegano - è la principale responsabile dell'incremento dell'effetto serra e, quindi, dell'innalzamento della temperatura del pianeta. Dall'inizio della seconda rivoluzione industriale (quella basata su elettricità e petrolchimica), le attività umane hanno causato l'aumento della concentrazione media annuale di CO2: è la concentrazione senz'altro più alta degli ultimi 800 mila anni". E "dall'innalzamento della temperatura derivano in parte i problemi che affliggono oggi il pianeta: carestie, fame, guerre, migrazioni, catastrofi naturali dipendono spesso, in maniera diretta o indiretta, dal riscaldamento globale".
Cosa fare? Si chiedono i promotori dell'appello. "Cambiare i nostri stili di vita riduce certamente le emissioni di CO2. Vivere secondo criteri di sostenibilità, ridurre sensibilmente i consumi di carne, razionalizzare i trasporti, sviluppare tecnologie che consentano un uso quotidiano e diffuso di energie rinnovabili sono azioni che abbassano le emissioni e ci auguriamo che diventino comportamenti sempre più diffusi".
Il tempo è poco ma l'idea è semplice quanto rivoluzionaria: piantare un albero. "Chiediamo a ogni cittadino di buona volontà, a ogni organizzazione di qualunque natura e orientamento, a ogni azienda pubblica o privata, alla straordinaria rete di comuni e regioni d'Italia, al governo nazionale di unirsi a noi con l'obiettivo di piantare in Italia 60 milioni di alberi prima possibile", scrivono gli ideatori del progetto green.
"Ne beneficerebbero le nostre città con effetti positivi: ridurre l'isola di calore urbana durante le grandi ondate di caldo estivo, ospitare biodiversità, mitigare le alluvioni urbane e migliorare la vivibilità", si legge ancora nei comunicati. In questo quadro il WWF rilancia la legge Rutelli: un albero per ogni nato. Mobilitiamo paesaggisti e amministratori perché questa campagna sia coordinata con tutela del territorio e 'infrastrutture verdi' per creare lavoro".
Piantare 60 milioni di alberi, campagna da sostenere. Il WWF rilancia la legge Rutelli: un albero per ogni nato. Mobilitiamo paesaggisti e amministratori perché questa campagna sia coordinata con tutela del territorio ed ‘infrastrutture verdi’ per creare lavoro #Unalberoinpiù
— Francesco Rutelli (@RutelliTweet) 12 settembre 2019