Semafori con il bianco e il giallo, ma anche estintori marroni, cubi di Rubik dai colori indefiniti e un Tricolore senza il verde-bianco-rosso della bandiera nazionale. Mappe, libri, quadri e frutta "daltonizzati" per usare un neologismo per il quale è stato chiesto anche l'interessamento dell'Accademia della Crusca fino a un software che permette di vedere la propria immagine secondo i diversi gradi di daltonismo. È la mostra "Come vedono i daltonici" allestita nel Museo delle Culture del Mondo di Castello D'Albertis a Genova fino al 21 febbraio.
La mostra permette di capire, con strumenti pratici, il daltonismo, un difetto visivo che colpisce almeno l'8% della popolazione, principalmente maschile, mondiale. In esposizione, quindi, tutti gli strumenti necessari per dissipare dubbi, luoghi comuni e convinzioni infondate su questo disturbo della vista, una condizione che erroneamente viene intesa come incapacità di vedere i colori ma che, invece, causa la visione di colori diversi da quelli che percepisce la maggioranza.