Grecia, brucia per il settimo giorno consecutivo l'isola di Evia
In arrivo soccorsi dall'Ue
Settimo giorno di corsa contro il tempo per fermare le fiamme nel grande incendio nell'isola di Evia, la seconda della Grecia per dimensioni. I vigili del fuoco stanno lottando per salvare ciò che possono dalle fiamme che hanno decimato vasti tratti di foresta, distrutto case e aziende e fatto evacuare migliaia di persone.
La cenere e il fumo che salgono dal'isola aspra di foreste e insenature che quasi toccano la terraferma greca, hanno oscurato il sole, colorando il cielo di arancione mentre le fiamme infuriano nella parte settentrionale. In assenza di mezzi aerei nelle ore notturne, i pompieri hanno combattuto fino all'alba a Monokarya, per impedire al fuoco di raggiungere la cittadina di Istiaia, minacciata dalle fiamme, secondo l'agenzia di stampa greca Ana.
Dei 500 vigili del fuoco schierati sull'isola, circa 200 sono arrivati ;;dall'Ucraina e dalla Romania. In azione 17 aerei ed elicotteri antincendio, ma i mezzi aerei stanno incontrando "serie difficoltà" a causa del vento, del fumo denso e della visibilità limitata.
Giorgos Kelaïtzidis, il vice-governatore dell'Eubea, ha denunciato, come molti altri, mezzi "insufficienti" a disposizione dei soccorritori mentre la situazione sull'isola si fa sempre più critica: almeno 35.000 ettari e centinaia di case sono bruciate, secondo quanto ha riferito.
"Stiamo mobilitando uno dei più grandi piani antincendio a livello dell'Ue per affrontare più incendi che infuriano contemporaneamente in più Paesi. Ciò dimostra la necessità di rendere la risposta alle crisi una priorità a livello europeo", ha commentato il commissario europeo per la Gestione delle crisi Janez Lenarcic.