Scenari, Purassanta (Microsoft): "Prepariamoci per lavori che oggi nemmeno esistono. Vi dico quali"
Il trasloco delle sede di Microsoft dalla periferia milanese a Porta Volta, nel centro della città, significa dare spazio all'innovazione in un confronto continuo con i giovani, le aziende partner, le organizzazioni. In questa intervista Carlo Purassanta, amministratore delegato della italiana della Corporate, ci parla anche di cloud, Intelligenza artificiale, esperienze tridimensionali immersive. E, in particolare, ci racconta come l'esigenza di privacy da un lato e la cybersecurity dall'altro creeranno nei prossimi 20 anni lavori che oggi non esistono. Di Celia Guimaraes
"Come possiamo aumentare la rapidità della digitalizzazione del Paese?" Per irspondere a questa esigenza, spiega Carlo Purassanta, da 4 anni amministratore delegato di Microsoft Italia, l'azienda ha cambiato sede per avvicinarsi ai ragazzi e alle organizzazioni piccole e grandi. "La digitalizzazione in Italia sta andando a un ritmo più lento di altri Paesi, il nostro compito è quello di aiutare ad accelerare il processo". Il cloud è il settore che ha determinato negli ultimi anni la crescita della Corporate, e anche in Italia aumenta il suo peso. "Da un paio d’anni il trend, su cui lavoriamo da tempo, cresce in modo esponenziale e molte aziende stanno investendo su questo paradigma, grandi e anche piccole, che stanno scoprendo anche in italia questa opportunità". Cosa ci porterà l'innovazione nel futuro? Secondo Purassanta, ci sono due onde di trasformazione significative. "L'Intelligenza artificiale, che si sta sovrapponendo alla cultura dati, e che consentirà di estrapolare informazioni da questi dati in modo tale da essere predittivi, per prevedere cosa succederà e costruire servizi proattivi. Altra onda di trasformazione sarà portata dalle esperienze tridimensionali immersive, con la sovrapposizione di immagini, con applicazioni dall'entertainment, con i videogame e i film, ma anche nel business, con operatori che possono collaborare a distanza all’interno del proprio campo visivo, dove si vedono oggetti e documenti".
Il lavoro tra 20 anni? Avrà a che fare con l'etica
Due bambini su tre, oggi alle elementari, tra 20 anni faranno lavori che non esistono: è una delle previsioni di un recente studio citato da Purassanta. "Uno dei lavori che si andrà a creare è il responsabile dell’etica nell’utilizzo delle informazioni. Poche persone sanno cosa vuol dire. A Napoli, per esempio, c’è una bellissima iniziativa che ha messo insieme studenti di ingegneria e di giurisprudenza per lavorare su questo concetto. Sono argomenti molto delicati perché oggi non c’è legge, non c’è raccomandazione dell’Ue, non c’è Paese che abbia risolto questa equazione. Ogni azienda ha una propria definizione dell’etica sull’utilizzo del dato e c’è un ampio raggio di possibilità sull’uso più o meno invasivo di informazioni che il consumatore o l’azienda decide di affidare ad un fornitore di servizio informatico". La sicurezza dei dati è fondamentale, "prima ancora di parlare di privacy bisogna parlare di sicurezza del dato, di metterlo in un posto sicuro e disponibile alla persona che me lo ha affidato in qualsiasi momento. Questa è la prima cosa e noi abbiamo le capacità all’interno delle nostre infrastrutture di gestire la sicurezza del dato, che è la prima colonna dell’edificio.
La seconda cosa è la privacy, prosegue l'Ad Microsoft che rivela anche una questione specifica con le autorità americane. "Come faccio a stabilire delle regole per gestire il dato che mi è stato affidato? Microsoft è l’azienda che ha fatto e ha in corso più processi contro il Governo americano per la gestione dei dati. C’è stata grande eco sulla risposta Apple per l’evento di Cupertino (la richiesta di rendere disponibile all'Fbi i dati contenuti nell'iPhone dell'autore della strage di San Bernardino, ndr) che ha messo il dito su una questione molto importante: qual è la frontiera fra rispetto della privacy di un cittadino o di una organizzazione in relazione alla sicurezza nazionale? Queste regole non sono scritte, ogni Paese ha una sua lettura di cosa vuol dire security e privacy. Noi consideriamo che un’azienda globale come Microsoft - e anche le altre hanno delle posizioni simili - debbano rispettare innanzitutto la privacy della persona e quindi sì, rispondere a delle domande che hanno a che fare con la sicurezza nazionale senza mettere in pericolo la nozione di privacy di una moltitudine di persone". Per questo sarebbe utile aprire una fase di confronto ampio. "La frontiera è molto delicata, si creeranno dei comitati - è quello che proponiamo allo Stato italiano di fare - per proporre forum, eventi in cui si possa parlare di più di questo. Innanzitutto perche serve alle persone, ai cittadini, ai ragazzi di capire meglio l’argomento e quindi di poter scegliere con miglior cognizione di causa un servizio, leggere e capire le condizioni d’uso e poi anche, perché no, legiferare per scrivere le regole del gioco, probabilmente a livello europeo. Quindi è molto importante che il dibattito abbia luogo".