Luciano Floridi: "La lunga pausa nella canzone della vita che ci ha resi diversi"
Luciano Floridi, celebre filosofo, autore e professore di Etica dell'Informazione a Oxford, in questa intervista racconta cosa abbiamo imparato dalla pandemia e come dovremmo affrontare il "nuovo futuro" di Celia Guimaraes
Non siamo diventati migliori, ma diversi
“Sarebbe bello pensare che ne siamo usciti migliori, certo ne usciremo molto diversi”, risponde Floridi su cosa abbiamo imparato dal 21 febbraio 2020 ad oggi. “Mi auguro che la memoria lunga di quanto sia straordinario avere una vita ordinaria non sia breve. Che questa memoria resti con noi, per un po’ di tempo”, aggiunge. “Abbiamo imparato molto di più a interagire online, siamo migrati su Amazon, Netflix, le varie piattaforme”, dice ancora, e conclude: “Tornare indietro sarà difficile”.
Resilienza e paradossi
Un paradosso che la pandemia ci ha evidenziato è quello tra le generazioni: ”La sofferenza, per l’anziano che già non usciva di casa, c’è stata fino a un certo punto. Per il bambino o bambina che ha bisogno di aria fresca è stata enorme.”, sostiene il filosofo.
Il blu il verde e lo smart, le urgenze della crisi ambientale
“Con la fine della pandemia, mi auguro che si possa affrontare la crisi ambientale con tutte le capacità di cui disponiamo”, dice ancora Floridi. “Abbiamo per un po’ premuto il tasto della pausa in questa che è la lunga canzone della vita, questa pausa potrebbe essere un momento importante per ricominciare con una versione migliore.”