Maradona, la battaglia per l'eredità. Luque: "Mai abbandonato Diego"
Già presentate due domande di successione mentre si indaga ancora sulla morte del grande campione. Il neurologo che lo operò presenta una difesa scritta. Toccante omaggio di Pelè
E' iniziata prima del previsto la "battaglia" per l'eredità di Diego Armando Maradona, il grande campione morto lo scorso 25 novembre nella casa che era stata presa in affitto solo due settimane prima nel quartiere privato San Andrés a Tigre. E si combatte su due fronti, quello dei media, con scambi d'accuse ("sono distrutta e non so come andare avanti", lo sfogo di Dalma, che a detta della zia Ana avrebbe abbandonato il padre a se stesso), e quello dei tribunale: la figlia Jana avrebbe già avviato le pratiche legali mentre Dalma e Giannina si sarebbero rivolte all'avvocato Fernando Burlando per rappresentarle.
Secondo il quotidiano 'La Nacion' che cita fonti giudiziarie, le domande di successione avviate sarebbero almeno due: quella al tribunali di Buenos Aires presentata da Jana Maradona, figlia del più grande idolo del calcio mondiale e Valeria Sabalain e quella presentata presso il Tribunale Civile n. 15 di San Isidro, da Dalma Nerea Maradona, la primogenita avuta con la prima moglie, Claudia Villafañe.
Tre anni fa, il patrimonio di Maradona era stimato a circa $ 25.000.000, sebbene negli ultimi 36 mesi potrebbe essere arrivato a $ 40.000.000 dopo la firma di diversi contratti. Finora sarebbero eredi del numero 10 le sue figlie Dalma, Gianinna e Jana; il piccolo Diego Fernando, nato dalla relazione con Verónica Ojeda, e Diego Junior, il figlio di Cristiana Sinagra riconosciuto nel 2007, che vive a Napoli.
Nelle prossime ore in Argentina è atteso proprio Diego jr., e, mentre l'ex compagna dell'idolo del calcio Rocio Oliva continua ad accusare Dalma e Giannina di non averle consentito di dare l'ultimo saluto al Pelusa, Jorge Bilardo, fratello di Carlos, rivela che ancora all'ex ct della Seleccion - da anni sofferente per la sindrome di Hawking-Adams - non è stato detto della morte di Maradona. "Ho parlato con Oscar Ruggeri, assieme ad altri due-tre giocatori di quella nazionale gli faranno visita, vediamo come reagisce e cosa succede".
Per quanto riguarda la possibilità che possano sorgere altri eventuali eredi, prima di comparire nel processo per la successione devono affrontare una richiesta di filiazione o paternità. Ciò significa che dovranno dimostrare il legame con l'ex calciatore attraverso una presentazione legale e un'analisi del Dna. Di fronte a questa eventualità, durante l'autopsia di Maradona, sono state prelevate dal corpo almeno sei fiale con campioni di sangue che saranno utili in occasione di futuri ed eventuali processi di filiazione. Finora ci sarebbero almeno sei figli di Maradona che chiedono il riconoscimento: uno a La Plata Santiago Lara, di 19 anni, che ha già avanzato la richiesta della riesumazione del cadavere di Maradona, un altro a Buenos Aires e almeno quattro a Cuba.
A causa della pluralità degli eredi, del numero di paesi in cui Maradona avrebbe i suoi beni situati in Venezuela, Dubai, Bielorussia, Messico e Stati Uniti, tra gli altri, e un elenco di quasi 60 cause contro il 'Dieci' distribuite in diversi tribunali, la causa relativa alla successione della stella del calcio mondiale, diventerà un processo complesso, tortuoso e difficile da istruire per il magistrato che dovrà assumersi la responsabilità.
L'inchiesta va avanti
Intanto prosegue l'inchiesta sulla morte del Pibe de Oro. Il neurochirurgo che lo ha operato alla testa a inizio novembre, Leopoldo Luque, non ci sta a fare da capro espiatorio e ha presentato una difesa scritta in cui sostiene di non aver mai abbandonato il suo paziente, essendosi recato in tre occasioni nell'appartamento di San Andres.
"Nessuno poteva immaginare che il suo cuore potesse cedere all'improvviso", è la versione di Luque, che 'scarica' sulle figlie di Maradona la decisione di affidare a un altro medico la responsabilità delle cure. Non solo: a detta del neurologo, proprio questo medico - la cui presenza è una novità assoluta nell'indagine - avrebbe rifiutato la sua presenza nella casa dove poi Diego è spirato. "Il nostro cliente - scrivono poi i legali del neurologo - non ha mai messo in pericolo la vita o la salute del suo amico, è stato lui a portarlo in clinica per fare un check-up completo e sottoporlo a una Tac", il riferimento agli esami che hanno poi portato all'intervento alla testa.
Diego è stato poi assistito anche da una psichiatra e da uno psicologo perché tutti avevano consigliato di curare la sua dipendenza. "Non permetteremo che si arrivi a un'incarcerazione solo per offrire un colpo a effetto. Tutti abbiamo bisogno di conoscere la verità. Luque c'è sempre stato quando hanno avuto bisogno di lui e se si parla di negligenza, devono specificare di che tipo". Quella di Luque è una mossa per cercare di evitare il carcere preventivo, prospettiva di fronte alla quale lo stesso giudice è in pressing sugli inquirenti perché formalizzino le eventuali accuse e la configurazione del reato mentre per i risultati degli esami tossicologici su sangue e urine di Maradona bisognerà aspettare 10-15 giorni.
Tevez e Pelè, nuovi omaggi a Maradona
Commovente l'ennesimo omaggio, stavolta via social, di Carlos Tevez, che già in campo aveva ricordato Maradona sfoggiando la maglia del Boca Juniors indossata dall'ex Pibe de Oro nel 1981. "Ovunque tu sia, mi dai la forza di continuare - ha scritto l'Apache - Non so se sarò all'altezza ma di una cosa sono certo: darò il mio cuore per farti felice. Mi manchi amico". "La Nacion" rivela infine che molti tifosi provano a visitare la tomba spacciandosi per familiari: "Sapevamo che sarebbe successo ma noi veniamo avvisati prima se viene qualcuno, ci passano i dati per telefono e se qualcuno chiede di accedere chiediamo i documenti", fanno sapere dal cimitero.
A una settimana dalla morte di Diego Armando Maradona, arriva un altro toccante il messaggio di Pelè affidato alla sua pagina facebook. "Sono già passati sette giorni da quando sei andato via - scrive O Rei - Molta gente amava paragonarci, è stato così per una vita. Tu sei stato un genio che ha incantato il mondo, un mago con il pallone tra i piedi. Una vera leggenda. Ma prima di tutto, per me, tu sarai sempre un grande amico, con un cuore ancora più grande". "Oggi il mondo sarebbe molto migliore - continua Pelé - se potessimo fare meno paragoni gli uni con gli altri e invece passassimo più tempo ad ammirarci di più, gli uni con gli altri. Per questo voglio dirti che tu sei incomparabile. La tua traiettoria è sempre stata caratterizzata dall'onestà. Hai sempre dichiarato ai quattro venti ciò che amavi e ciò che detestavi. E questo tuo modo particolare insegna che dobbiamo amare e dire 'ti amo' molte più volte. La sua dipartita così rapida non mi ha lasciato dire, allora lo scrivo: io ti amo, Diego". "Mio grande amico,grazie - dice ancora Pelé, che posta anche varie sue foto assieme a Maradona - per le nostre giornate. Un giorno, lassù in cielo, giocheremo nella stessa squadra. E sarà la prima volta che darò un pugno all'aria non per commemorare un gol ma per poterti dare ancora un abbraccio".
Já se passaram sete dias desde que você partiu. Muitas pessoas adoravam nos comparar durante toda a vida. Você foi um...
Pubblicato da Pelé su Mercoledì 2 dicembre 2020