Il razzo russo Proton che lunedì 14 marzo alle 10,30 (ora italiana) lancerà in direzione Marte la sonda europea Exomars è sulla rampa di lancio nella base di Baikonur, nel Kazakhstan. La missione, frutto della collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e quella russa Roscosmos, segna un traguardo storico, della portata confrontabile a quella della missione Rosetta, nella quale la sonda dell'Esa ha attraversato per dieci anni il Sistema Solare per raggiungere una cometa e rilasciare per la prima volta un veicolo costruito dall'uomo sulla superficie di una cometa.
La prima fase di ExoMars porterà nell'orbita di Marte il satellite chiamato Tgo (Trace Gas Orbiter) e il modulo di discesa dedicato all'astronomo italiano Giovanni Schiaparelli al quale si deve la prima mappa della superficie marziana. Sarà suo in ottobre, il compito di dimostrare la capacità europea di atterrare sul pianeta rosso. Nel 2018 la seconda fase della missione prevede il rilascio su Marte di un rover equipaggiato con un trapano che perforerà il suolo fino a due metri di profondità in cerca di tracce di vita: una prima assoluta nell'esplorazione del Sistema Solare.
"Con questa missione affrontiamo sfide tecnologiche straordinarie", ha detto il presidente dell'Asi Roberto Battiston. "Andare su Marte significa sviluppare una strumentazione adeguata, con una sonda che deve rimanere operativa per anni nelle condizioni estreme dello spazio profondo, con la capacità di comunicare a centinaia di milioni
di chilometri da e verso la Terra, e un veicolo in grado di atterrare su un pianeta con caratteristiche ambientali
profondamente diverse da quelle della Terra, con differente composizione e densità dell'atmosfera e temperature estreme". Non a caso il modulo che si poserà su Marte è dedicato a Schiaparelli: c'è moltissima tecnologia italiana in questa missione, della quale il nostro Paese è il principale sostenitore attraverso l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e con il contributo dell'industria, con il gruppo Finmeccanica.