Nobel per la Pace al giornalista Dmitry Muratov e il Cremlino si congratula: "Coraggio e talento"
Direttore di Novaya Gazeta, Muratov ha difeso la "libertà di espressione in Russia in condizioni sempre più difficili", ha spiegato il Comitato per il Nobel
Il Cremlino "si è congratulato" con il giornalista Dmitry Muratov per il Nobel per la pace. "Ha lavorato sempre seguendo i suoi ideali, si è dedicato a loro, ha talento e coraggio", ha detto il portavoce della presidenza di Putin, Peskov.
Dmitry Andreyevich Muratov ha difeso per decenni la libertà di parola in condizioni sempre più difficili. Il Comitato per il Nobel riconosce la Novaja Gazeta, da lui fondata e nel quale è caporedattore da 24 anni, come ''il giornale più indipendente in Russia, con un atteggiamento fondamentalmente critico nei confronti del potere. Il giornalismo basato sui fatti e l'integrità professionale del giornale lo hanno reso un'importante fonte di informazioni su aspetti censurabili della società russa raramente menzionati da altri media''. Sui temi trattati dal giornale dal 1993 vengono ricordati la corruzione, la violenza della polizia, gli arresti illegali, la frode elettorale e le "fabbriche di troll", l'uso delle forze militari russe sia all'interno che all'esterno della Russia.
Un ricordo viene dedicato ad Anna Politkovskaja, che ha scritto articoli rivelatori sulla guerra in Cecenia e che è stata uccisa. ''Nonostante le uccisioni e le minacce, il caporedattore Muratov si è rifiutato di abbandonare la politica indipendente del giornale. Ha costantemente difeso il diritto dei giornalisti di scrivere tutto ciò che vogliono su ciò che vogliono, purché rispettino gli standard professionali ed etici del giornalismo'', si legge nelle motivazioni. ''Il giornalismo libero, indipendente e basato sui fatti serve a proteggere dall'abuso di potere, dalle bugie e dalla propaganda di guerra'' e ''il Comitato norvegese per il Nobel è convinto che la libertà di espressione e la libertà di informazione aiutino a garantire un pubblico informato''.
Muratov ha dedicato il Premio a Novaja Gazeta e ai suoi giornalisti uccisi in questi anni. Il direttore del periodico ha sottolineando di aver ottenuto il riconoscimento non per merito suo ma dei colleghi morti per la libertà di stampa. "Questo premio non è mio", ha detto, "è di Anna Politkovskaya".
La sua prima reazione è stata di incredulità: "Non me lo aspettavo proprio'', ha detto. "Ho visto una telefonata dalla Norvegia, ma ho pensato che fosse una chiamata indesiderata'', ha aggiunto. ''Ecco cosa dirò: continueremo a rappresentare il giornalismo russo, che ora viene represso. E' tutto. Cercheremo di aiutare le persone che ora vengono etichettate come 'agenti stranieri', che vengono attaccate ed espulse dal paese'', ha affermato.
Muratov, 59 anni, è una delle figure di spicco di Novaya Gazeta, il periodico russo indipendente per cui lavorava Anna Politkovskaya, di cui lui, nel 1993, era stato uno dei cinquanta fondatori.
Il Premio gli viene assegnato proprio il giorno dopo il 15esimo anniversario dell'uccisione della giornalista che, per le sue inchieste sulle violenze commessi contro i civili dalle forze russe in Cecenia e altrove, riferiva proprio a lui, dal 1995 caporedattore del periodico che continua a denunciare gli abusi del potere in Russia.
Politkovskaya è stata una dei sei giornalisti di Novaya Gazeta uccisi in Russia. Fra le vittime, anche anche Natalya Estemirova, uccisa nel 2009 in Cecenia. "Per decenni, Muratov ha difeso la libertà di espressione in Russia in condizioni sempre più difficili", ha spiegato il Comitato per il Nobel.
Novaya Gazeta, che conta su una redazione di 60 giornalisti, rimane l'unica testata indipendente in Russia. Conta fra i suoi editori anche Mikhail Gorbaciov, che aveva devoluto parte del suo Premio Nobel per la pace del 1990 per finanziare la nascita. Novaya Gazeta è arrivato ad avere una tiratura di 70mila copie. Muratov aveva iniziato a lavorare come giornalista alla Komsomolskaya Pravda.