Oxfam: ridurre CO2 o i prezzi alimentari nel mondo aumenteranno dell’80% entro il 2050
L’impegno non si può più rimandare e soprattutto gli accordi si devono rispettare. La COP (Conferenza delle Parti) di Glasgow di quest’anno vede più di 120 paesi tintrono ad un tavolo per discutere come raggiungere l‘zero emissioni’ di CO2
Riduzione del CO2 entro il 2050 o riforestazione di almeno 1,6 miliardi di ettari. Per capire una superfice 5 volte più grande dell’India e superiore all’estensione di tutti i terreni agricoli esistenti sul Pianeta. Un piano che l’Oxfam (Oxford committee for Famine Relief) Italia definisce irrealistico e pericoloso. Se questo è la via per ridurre le emissioni si va ad un accaparramento delle terre che avrà come risposta l’aumento della fame e la disuguaglianza nel mondo.
Se si dovesse procedere su questa strada- fa notare Elisa Bacciotti, responsabile delle campagne di Oxfam Italia - si potrebbe assistere alla scomparsa di terre coltivabili da cui dipende la sussistenza di intere comunità e a violazioni dei diritti umani. L’unica strada praticabile, per non giocare col presente e futuro prossimo del pianeta e quindi di noi tutti, è il taglio immediato di miliardi di tonnellate di anidride carbonica che continuano ad essere prodotte da Paesi e aziende”.
Oxfam Italia ha recentemente denunciato come i prezzi alimentari globali siano già aumentati del 40% nell'ultimo anno, il più alto degli ultimi 10 anni, riducendo alla fame 20 milioni di persone, con un aumento di 6 volte del numero di persone sull’orlo della carestia in meno di 12 mesi. Se utilizzati su larga scala, piani di compensazione delle emissioni di CO2, ad esempio attraverso la piantagione di massa di alberi, potrebbero causare un aumento dei prezzi alimentari globali dell'80% entro il 2050.
Siamo ancora molto lontani, si legge nel rapporto Oxfam, dal raggiungere il primo obiettivo chiave: contenere l’innalzamento delle temperature globali entro 1,5°C di qui al 2030. Per arrivarci occorrerebbe l’impegno reale dei paesi che inquinano di più, ad abbattere le emissioni globali di CO2 del 45% rispetto ai livelli del 2010; ma i piani attuali poterebbero un taglio di appena l’1% entro il 2030.
Da qui alla COP (Conferenza delle Parti) di Glasgow che si svolgerà tra 3 mesi. È li che 120 paesi dovranno scegliere o comunque dare un’indicazione non più rimandabili dopo le devastazioni in Europa. Obiettivo “zero emissioni’”.