Tutto il mondo a caccia di Pokémon
La Pokémon-mania dilaga: migliaia di cinesi con lo smartphone in mano aspettano l'uscita dell'app, ancora non autorizzata, mentre in Italia giovani di provincia si offrono come cacciatori di mostriciattoli a pagamento. Di Celia Guimaraes e Marco Madinelli
Nella primavera del 2014 il fondatore di Niantic, John Hanke, che da Google lavorava alle mappe, pensava di creare un gioco basandosi su Earth e Street View. Ha valutato Super Mario e Donkey Kong, ma poi la scelta è caduta su un mito del Millennial, che dal 1990 ad oggi ha creato un fatturato di 45 miliardi di dollari: Pokemon. La saldatura tra i vecchi personaggi e gli smartphone è stata irresistibile: ecco che si è creata la tempesta perfetta. Già adesso, l’app è più utilizzata delle popolarissime Whatsapp, Instagram, Snapchat e Messenger.
Pokemonbusters
Il gioco per smartphone basato sulla realtà aumentata è un fenomeno planetario a cui non sfugge ormai nessuno, con circa 75 milioni di persone intente a dare la caccia ai 'mostri trascabili' (da pocket+monster).
E’ diventato anche occasione di lavoro. Ecco, da Ravenna, i cacciatori professionisti. Sono Loris Pagano, Marco Malerbi, Matteo Stella e Fabio Bellu. E' stato il 27enne Pagano a pensare di proporre al portale prontopro.it (un sito per la ricerca di professionisti di vario tipo, dagli elettricisti ai fotografi) di inserire tra le categorie il 'cacciatore professionusta di Pokemon'. La sua idea è stata accolta. Una settimana dopo, Pagano aveva già ricevuto 180 mail con richieste che lui evade dopo un contatto diretto e un preventivo. Dei quattro cacciatori professionisti è l'unico finora ad aver raggiunto il livello 24, ma pensa di poter salire ancora molto nella classifica.
Successo planetario
Fin dal suo lancio all’inizio di luglio, Pokémon Go, il gioco di Niantic Labs, la startup di Hanke nata sotto l'ombrello di Google, è stato un successo. I giocatori devono catturare i personaggi virtuali creati dalla Nintendo, distribuiti su Google Maps. Dove si trovano? Ci pensa uno dei potenti algoritmi di Mountain View a distribuirli in modo casuale. L’app è andata rapidamente in testa alla classifica dei principali sistemi operativi, Android e iOS, e Apple ha dichiarato che il gioco ha avuto più download nella prima settimana di uscita di qualsiasi altra applicazione della storia.
Pokémon Go ha l'obiettivo dichiarato portare le persone a uscire all'aperto e camminare di più e, a quanto pare, ci sta riuscendo: a dimostrarlo ci sono le app che contano i passi, che hanno rilevato che la media è salita a 10.936 passi contro 6.063 della settimana prima del lancio del gioco.
Negli Stati Uniti si sfruttano queste caratteristiche per offrire premi in denaro (invece di chiedere soldi): David Roddenberry, ad esempio, viene dal settore finanziario e ha avuto l’idea di creare una piattaforma, Healthy Wage, per incentivare le persone a perdere peso con una gara in cui viene assegnato un montepremi. Ora è stata aggiunta la caccia ai Pokemon all’offerta: più cammini o corri, più il team in gara ha la possibilità di ricevere il tesoretto. Anche Roddenberry steaao, racconta,, dà la caccia ai mostriciattoli.
Acquisti dalle app e pericoli in giro
Una società di ricerca ha stimato che, soltanto negli Stati Uniti, ogni giorno 6 milioni di dollari sono spesi per acquisti in-app, vale a dire indotti dall’applicazione. Numeri decisamente enormi se si pensa che il gioco è disponibile in una quarantina di paesi, tra cui la recentissima aggiunta di Hong Kong, in attesa della Cina.
Il fanatismo per il gioco ha messo in evidenza due problemi. Quello della sicurezza, intanto, perché guardare uno smartphone mentre si cammina o si corre, a piedi o in bicicletta, per di più con gli auricolari, non è consigliabile. L’applicazione invece non funziona se si trova a bordo di un auto in marcia. Altra questione problematica è quella della violazione della proprietà privata e di luoghi inappropriati come chiese, stazioni di polizia e anche qui cominciano a nascere i primi espliciti divieti. In Israele, per esempio, è stato vietato ai soldati di giocare a Pokemon Go all'interno delle caserme per motivi di sicurezza.