Rai, dg Campo Dall'Orto: il Giro d'Italia ha raccontato la trasformazione di un Paese
Presentato a Viale Mazzini il palinsesto della Rai per seguire la centesima edizione del Giro d'Italia. Novella Calligaris ha intervistato il direttore generale della Rai Antonio Campo dall'Orto
Erano le 2.53 del 13 maggio 1909 quando, da Piazzale Loreto, nel centro di Milano, un "valido e nutrito lotto di concorrenti", come narravano le cronache dell'epoca, diede vita ad una leggenda. Dopo 8 tappe, 2477 km percorsi, fino a Napoli e ritorno, Luigi Ganna conquistò il primo Giro d'Italia. Da allora sono trascorsi 108 anni, e il Giro d'Italia, fermato solo dai due conflitti mondiali, taglia il traguardo delle 100 edizioni.
Dagli albori delle trasmissioni radiofoniche all'alta definizione televisiva dei giorni nostri, la storia del Giro è stata la storia della RAI, ed insieme la storia stessa d'Italia, che ha scoperto l'amore per la bicicletta, si è appassionata alle imprese di Binda e Girardengo, si è divisa tra Coppi e Bartali prima, tra Merckx e Gimondi poi, infine tra Moser e Saronni. Un'Italia che ha esultato con Bugno e sognato con Chiappucci, che ha pianto per Pantani ed ha ammirato Indurain, che, finalmente, si è esaltata con Nibali. L'amore per il Giro è sconfinato, valica i confini del tempo e dello spazio. Come un segnale radiofonico, o un'immagine televisiva. Quella tra il Giro e la Rai è una lunga, infinita storia d'amore.
"Siamo molto felici che anche quest'anno e per i prossimi due, sarà il Servizio Pubblico a portare nelle case degli italiani uno dei momenti sportivi più importanti per il nostro Paese", afferma il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto. Che aggiunge: "Il ciclismo è uno sport nobile e antico, che è stato in grado di sopravvivere a mille rivoluzioni di costume e di consumo, rimanendo un evento importantissimo per tutti perché ai valori dello sport unisce il racconto del paese, del territorio, delle nostre meravigliose bellezze".
"Attraverso la competenza e la passione di tutti coloro che ci lavorano non credo ci sia nessuno che possa raccontare questo caleidoscopio di emozioni meglio di noi, un racconto contemporaneo pieno di colori, luoghi e storie per celebrare al meglio un compleanno indimenticabile, la centesima edizione. Il Giro, la Rai, l'Italia. Sempre insieme: ieri, oggi e domani. Noi amiamo l'innovazione quando questa sa essere inclusiva ed evolvere insieme alla tradizione: anche per questo la classicità di un evento che intreccia la sua storia con quella del Paese e della stessa Rai trova qui la sua casa naturale. Siamo pronti a partire e, ne siamo sicuri, milioni di italiani sono pronti a condividere con noi questa meravigliosa avventura", conclude Campo Dall'Orto.