Scuola. Si torna in classe in 4 regioni. Le proteste degli studenti
In diverse città italiane molti ragazzi stanno manifestando la loro contrarietà alla riapertura con diverse azioni dimostrative: il ritorno in aula avvenga "in piena sicurezza" dicono
640mila studenti oggi tornano sui banchi di scuola in Piemonte, Molise, Lazio e Basilicata. Ma non si fermano le proteste. In diverse città italiane molti ragazzi stanno manifestando la loro contrarietà alla riapertura con diverse azioni dimostrative. Tutti concordano sul fatto che il ritorno in aula avvenga "in piena sicurezza".
Proteste nella Capitale
E' ancora una mattina di proteste, sit in e manifestazioni per gli studenti. Nella Capitale, dopo mesi di didattica a distanza ripartono i 256 mila alunni delle scuole superiori del Lazio, ma al 50 per cento per consentire il rientro in sicurezza. Tuttavia, dopo le manifestazioni dei giorni scorsi contro la dad i ragazzi protestano ancora. Alle 8, gli studenti dei licei Visconti e Cavour hanno manifestato contro la didattica a distanza, prevista a rotazione per tre delle sei sezioni, mentre i ragazzi del Liceo scientifico Righi hanno appuntamento - sempre in mattinata - a Villa Borghese per una riunione all'aperto. Tutti, poi si sposteranno al Pantheon dove alle 12 è prevista la manifestazione conclusiva di questa ennesima giornata di protesta per chiedere maggiore attenzione per il mondo della scuola. Sempre al Pantheon - alle 16 - scendono in piazza i membri del Comitato 'Priorità alla scuola' con un unico imperativo: tornare sui banchi in tutta sicurezza.
Continua la protesta a Milano
A Milano gli studenti delle scuole superiori continuano la protesta contro la didattica a distanza. Questa mattina è stato occupato un altro liceo della città, il classico Parini, che si trova nel centro città a due passi dal quartiere di Brera e nella stessa via dove vive il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Si tratta della sesta occupazione in poco più di una settimana per chiedere di tornare a scuola in presenza.
"Oggi noi studenti e studentesse del Parini abbiamo deciso di rientrare a scuola, perché sono ormai troppe le volte in cui le istituzioni ci hanno preso in giro rimandando il ritorno in presenza e non prendendo provvedimenti sufficienti per garantire il rientro in sicurezza - si legge sui social del Collettivo Rebelde del liceo Parini -. Siamo tornati perché vogliamo una scuola in presenza e in sicurezza anche in zona rossa".
Gli studenti hanno spiegato di essere entrati nella scuola muniti di tamponi rapidi a cui si sottoporranno questo pomeriggio, come già è accaduto alcuni giorni fa durante l'occupazione del liceo Severi-Correnti, dove i ragazzi si sono sottoposti a tampone per occupare l'istituto in sicurezza anche durante la notte. Nel pomeriggio si terrà un sit-in di protesta anche al liceo Carducci.