Torna in edicola Postalmarket, in copertina Diletta Liotta assieme al vecchio logo dell'azienda
"Il catalogo sarà punto di riferimento per lo stile, ma poi l'esperienza di acquisto evolverà sul nostro e-commerce, programmato con le più innovative tecnologie esistenti" spiega il ceo Stefano Bortolussi
Torna in edicola il 23 ottobre - con Diletta Leotta in copertina - lo storico catalogo Postalmarket, con 180 brand tutti italiani, distribuiti in sei sezioni - abbigliamento e accessori, intimo, bellezza e cura del corpo, casa, cibo e bevande, tempo libero - su 364 pagine. Online, sull'e-commerce implementato dalla tech company di Treviso Storeden di Francesco D'Avella, sarà possibile acquistare oltre 25.000 prodotti.
"Sfogliare il catalogo sarà come vivere in contemporanea un'esperienza innovativa e vintage", dichiara il ceo Stefano Bortolussi. "Sarà un magazine da collezione, una lettura, che confidiamo essere gradevole, con una selezione di prodotti di aziende solo italiane: la storia delle nostre famiglie, della nostra cultura dei consumi raccontata attraverso le aziende di fascia media e premium che l'hanno creata. Il catalogo sarà punto di riferimento per lo stile, ma poi l'esperienza di acquisto evolverà sul nostro e-commerce, programmato con le più innovative tecnologie esistenti". Postalmarket lancerà infatti anche una app con la realtà aumentata gestita dalla start up veneta No Gravity.
Nasce nel 1959 da un'idea di Anna Bonomi Bolchini
Postalmarket nasce nel 1959 da un'idea dell'imprenditrice milanese Anna Bonomi Bolchini, che importa in Italia il modello statunitense della vendita per catalogo. Antenato dell'e-commerce, "soddisfaceva ai bisogni inespressi di un'Italia desiderosa di consumare, ma non sempre servita a livello commerciale" spiega Giusi Ferrè, giornalista esperta di moda. E aggiunge: "Suppliva alla mancanza di grandi magazzini e di negozi specializzati e nella sua varietà merceologica - che includeva anche l'inutile, come materassi ad acqua e orologi a cucù - catturava l'intera famiglia".
Viene così lanciato il primo catalogo di 48 pagine e in una tiratura di 10.000 copie, distribuite in edicola, con l'obiettivo di diffondere i nuovi beni di consumo (in particolare l'abbigliamento) in tutti i paesi d'Italia tramite una vendita diretta, capillare e diffusa sul territorio, rivolgendosi ad un pubblico prettamente femminile. Lo slogan era Con Postal Market sai / uso la testa / e ogni pacco che mi arriva è una festa.
Postal Market pubblicava ogni anno due cataloghi, uno primavera/estate ed un altro autunno/inverno. Nel 1965 il primo conteneva 174 pagine, tutte a colori, con 1.800 prodotti ordinabili (la maggior parte dei quali appartenente al settore tessile), con una tiratura di 130.000 copie ed era definito il più attrattivo d'Italia.
L'andamento di Postal Market è talmente positivo che nel 1976 viene inaugurato il nuovo stabilimento di 37.000 metri quadri a San Bovio, frazione di Peschiera Borromeo, dotato, secondo quanto riportato da Daniele Ongaro su Vice il 10 luglio 2018 di uno dei più grossi centri meccanografici italiani per il trattamento dati e in seguito i primi call center per le telefonate dei clienti, che fino ad allora potevano ordinare i prodotti solo via posta.
Nel 1980 l'azienda affronta la sua prima crisi, che si conclude nel 1983, dove arriva a fatturare 242 miliardi di lire. Vede un ritorno all'utile, con 60 miliardi nel 1984 e la successiva crescita porta nel 1987 a fatturare 385 miliardi di lire, con una crescita del 20,4% sul giro d'affari dell'anno precedente, 1400 dipendenti, gestiva 1.25 milioni di spedizioni all'anno (con punte di 45 000 spedizioni giornaliere), un valore stimato tra i 200 ed i 250 miliardi di lire.
Tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta Postalmarket era il leader italiano nel mercato delle vendite per corrispondenza, superando anche di poco la sua più diretta concorrente altresì nota in ambito nazionale, la Vestro: fatturava circa 500 miliardi di lire negli anni novanta. Nel 1993 Postalmarket inizia a subire la concorrenza derivante dalla diffusione degli ipermercati: passa sotto il controllo del colosso tedesco Otto Versand, numero uno mondiale dello shopping per posta. Il gruppo tedesco gestisce il catalogo fino al 1998, ricorrendo più volte alla cassa integrazione.
La società viene rilevata dal senatore Eugenio Filograna, che promette un radicale rinnovamento dell'azienda ed il trasferimento del business su Internet. Egli reintroduce il Made in Italy, costruisce l'e-commerce con 22.000 prodotti, riporta l'azienda in utile, prepara la quotazione in Borsa che però salta a causa degli scandali di Banca Leonardo (unico sponsor e global-coordinator di Postalmarket). Il mancato accordo tra l'azienda ed il sindacato costringe Filograna a una scelta radicale: il "commissariamento ministeriale". L'azienda disponeva dei mezzi patrimoniali per pagare tutti i debiti e proseguire l'attività, ma la procedura commissariale non ha fortuna e dopo molte perdite l'azienda viene venduta a Bernardi, il quale stringe un accordo con La Redoute.
Nel 2007 Bernardi decide di chiudere definitivamente Postalmarket e i resti della società vengono ceduti a La Redoute. Nel maggio del 2009 nasce Postalmarket Revolution fondata da Stefano Bortolussi. L’impresa nasce con l'obiettivo di sviluppare l’e-commerce, i servizi pubblicitari, il marketing e i servizi postali di Postalmarket che all’epoca era ancora di proprietà dell’imprenditore Riccardo Di Tommaso patron del gruppo Bernardi Abbigliamento. Con la prematura scomparsa nel 2010 di Di Tommaso il progetto si interrompe e il 25 luglio 2015 il tribunale di Udine dichiara il fallimento di Postalmarket.
Nel settembre del 2018 Stefano Bortolussi, attraverso un'operazione finanziaria, acquisisce definitivamente il marchio Postalmarket e i domini e-commerce, trasferendoli a Postalmarket Revolution che ne diventa così unica proprietaria. Nel settembre 2019 Stefano Bortolussi incontra i fondatori di Projectmoon, gruppo informatico italiano, a capo di uno dei servizi di e-commerce più usati nel paese, Storeden. Nel maggio del 2020, Postalmarket Revolution e Projectmoon mettendo in comune esperienze e forze delle rispettive aziende, fondano la nuova Postalmarket. A dicembre 2020 viene annunciato il ritorno di Postalmarket, con una versione sia e-commerce, sia come catalogo cartaceo, benché in versione più snella, che dall'autunno 2021 vedrà Diletta Leotta come prima testimonial di copertina della nuova versione. Il 18 ottobre 2021 postalmarket è tornato a essere di nuovo online.
Da Sylva Koscina a Linda Evangelista, tanti i testimonial
Fra i vari testimonial apparsi nelle pagine del catalogo vi furono, fra gli altri, personaggi dello spettacolo come Sylva Koscina (la prima in assoluto), Giorgio Gaber, Ombretta Colli, Lea Massari e numerose modelle (tra le più note, Claudia Schiffer, Carla Bruni, Linda Evangelista).