Oggi medici in sciopero per 24 ore
Oggi 23 novembre lo sciopero nazionale dei medici: si stima salteranno 40mila interventi programmati, saranno garantite ovviamente le urgenze: dal contratto di lavoro all'orario ma anche un maggiore finanziamento del servizio sanitario nazionale i temi sul tavolo. Gerardo D'Amico ha intervistato Domenico Iscaro, dell’Anaao Assomed
Una sanità che arranca in molte regioni italiane, un finanziamento complessivo che è due punti in meno della media europea, 114,3 miliardi che dovrebbero aumentare di 3,5 miliardi nel prossimo triennio ma se cresce il PIL: intanto in dieci anni sono stati tagliati 20mila posti letto, nei prossimi dieci andranno in pensione 45mila medici e già oggi trovare un anestesista o un pediatra è un miraggio, in molti ospedali.
Turni massacranti che non tengono conto della direttiva europea sui riposi, liste d’attesa che si creano anche per l’imbuto ai pronto soccorso (alle spalle, non ci sono posti letto per i ricoveri) o per le visite specialistiche o per gli interventi programmati: tutto questo porta ad una accesa contrapposizione coi cittadini, che vedono nel camice bianco il responsabile della situazione e spesso alzano le mani. In forte aumento le aggressioni a medici ed infermieri, in molti ospedali.
E poi, il blocco del turn over, il mancato finanziamento delle borse di specializzazione che costringe almeno 12mila laureati in medicina a restare parcheggiati, in attesa di specializzarsi: tutto questo alla base dello sciopero di 24 ore nella sanità pubblica che, dicono le organizzazioni sindacali, sta scivolando sempre più verso una privatizzazione di fatto, tra ticket, superticket, la forte concorrenza del privato che offre prestazioni immediate. Ma a pagamento, solo per chi può permettersele: e non è questo lo spirito dell’articolo 32 della Costituzione, tantomeno della legge 883 del 1978 che istituì il Servizio Sanitario Nazionale.
Su questi temi Gerardo D'Amico ha intervistato Domenico Iscaro, presidente nazionale dell'Anaao Assomed.