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POLITICA

Il ministro al Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica

Alfano smentisce l'esistenza della trattativa e definisce "intollerabili" le violenze

Il titolare del Viminale, a Milano per l'Expo, è tornato sui fatti di sabato a Roma rilanciando l'ipotesi di un inasprimento delle pene e ribadendo l'assoluto sostegno alle forze dell'ordine

Angelino Alfano
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Il ministro Angelino Alfano, da Milano, è tornato a smentire l’esistenza di una trattativa tra forze dell’ordine ed ultras sabato sera all’Olimpico, ''non sta né in cielo né in terra'' e, ancora una volta, ha ribadito il suo pieno appoggio alle forze dell’ordine. Mentre da più parti arriva la richiesta al ministro dell’Interno a riferire in Parlamento sui fatti che hanno segnato la finale di Coppa Italia, Alfano, impegnato a Milano con la riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica in vista di Expo 2015, ha rilanciato l’ipotesi di un inasprimento delle pene definendo “intollerabile” la presenza di violenti negli stadi.
 
Sabato, ha detto il ministro, ''abbiamo assistito a persone con caratteristiche delinquenziali che con catene e altro inseguivano le forze di polizia e questo non può essere tollerato. Il nostro messaggio è che tutto il paese è con gli uomini e le donne in divisa che assicurano la sicurezza''Alfano ha quindi ribadito che ''non è tollerabile che dei violenti rovinino una partita alla maggioranza che ha pagato regolarmente il biglietto e che è andata allo stadio con i propri figli''.
 
Il titolare del Viminale ha poi ribadito il suo sostegno alle forze dell’ordine: “Nessuno torca un capello alla polizia e alla forza pubblica che protegge le nostre città e i nostri stadi''. ''Noi saremo sempre dalla loro parte - ha proseguito - e lo Stato sarà durissimo nel difendere il loro onore e il loro prestigio''.
 
Alfano, infine, è tornato sull’ipotesi di inasprimento delle pene per i violenti. La possibilità di introdurre un 'Daspo' a vita ma anche di aumentare "la recidiva da cinque a otto anni e da cinque a dieci anni" per chi si rende protagonista di atti violenti in occasioni di manifestazioni  sportive. Sono queste le due traiettorie su cui il governo pensa di intervenire per emarginare le frange più pericolose delle tifoserie, focalizzandosi sui singoli facinorosi. Il ministro ha, infatti, spiegato che "davanti a situazioni determinate di ordine pubblico, se è necessario, si è pronti ad un rafforzamento" dei provvedimenti già attivi; un secondo passaggio, peraltro anche quello già in essere, riguarda la task force con la Lega e le squadre di calcio che, ha chiarito Alfano, "sta già dando risultati". Il ministro ha ribadito con chiarezza che si tratta di perseguire un obiettivo preciso, vale a dire "coniugare sicurezza e partecipazione. Noi - ha spiegato - non vogliamo gli stadi sicuri ma deserti".
 
Expo 2015
Passando all’Expo, tema per cui la riunione era convocata, il ministro dell'Interno ha sottolineato come dal punto di vista della prevenzione delle infiltrazioni delle organizzazioni criminali in vista di Expo (il cosiddetto progetto mafia free) siano stati ottenuti "risultati eccellenti" tanto che il ministro, al termine del Comitato nazionale dell'ordine pubblico e la sicurezza a Milano, si è complimentato con il prefetto Francesco Paolo Tronca. "Ha funzionato quello che calcisticamente potremmo definire il filtro a centrocampo - ha detto Alfano -, che serviva per impedire alla criminalità di arrivare in area di rigore". Dal Comitato nazionale per l'ordine pubblico e la sicurezza, ha poi detto Alfano,sono venuti provvedimenti che ''hanno messo il turbo'' alla realizzazione delle opere.
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