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MONDO

Attentato alla Sinagoga

Gerusalemme tensione resta alta. Papa: "Per la pace scelte coraggiose"

Cinque i morti nell'attentato di martedì. Intanto Israele distrugge la casa del palestinese che scagliò l'auto contro pedoni. Papa Francesco condanna con forza "gli episodi inaccettabili di violenza" che si ripetono in Medio Oriente "e che non rispettano neanche i luoghi di culto"

Ap
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Città del Vaticano Resta alta la tensione il giorno dopo l'attentato alla sinagoga di Gerusalemme, in cui sono morte 7 persone, compresi i due attentatori.

Distrutta casa di un palestinese
Le truppe israeliane hanno demolito nella notte tra martedì e mercoledì l'abitazione della famiglia del palestinese che, il 22 ottobre scorso, investì in auto, dei civili israeliani ad una fermata di tram a Gerusalemme, causando due morti, tra i quali una bimba di tre mesi.

L'appello del Papa
E alla luce dell'attentato arriva l'appello del Papa per la pace: "Seguo con preoccupazione l'allarmante aumento della tensione a Gerusalemme e in altre zone della Terra Santa - ha detto nella consueta udienza del mercoledì in Piazza San Pietro - con episodi inaccettabili di violenza che non risparmiano neanche i luoghi di culto. Assicuro una particolare preghiera per tutte le vittime di tale drammatica situazione e per quanti più ne soffrono le conseguenze. Dal profondo del cuore, rivolgo alle parti implicate un appello affinché si ponga fine alla spirale di odio e di violenza e si prendano decisioni coraggiose per la riconciliazione e la pace".

Netanyahu: "Pugno di ferro"
Ma la pace sembra lontana. Dopo il sanguinoso attacco in sinagoga, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato martedì il "pugno di ferro" per impedire nuovi episodi contro i civili israeliani, tra cui la demolizione delle case degli autori degli attentati e il rafforzamento della sicurezza a Gerusalemme. 

Approvate nuove case 
Intanto Israele ha approvato la costruzione di 78 nuove case per coloni in due insediamenti già esistenti a Gerusalemme est in un momento di altissima tensione per gli attentati degli ultimi giorni. "Queste decisioni sono in linea con la politica del governo israeliano che accresce la tensione, spinge verso una ulteriore escalation e perde un'altra possibilità di creare un atmosfera tranquilla", ha commentato un portavoce del presidente palestinese Abu Mazen. 
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