POLITICA
Il dibattito
Bankitalia, il ministro Tria: "L'indipendenza va difesa". Di Maio e Salvini: serve discontinuità
Ma il ministro dell'Economia specifica: "Le mie parole non sono 'contro' nessuno"

In mattinata i due vicepremier, che già avevano chiesto di azzerare i vertici di Bankitalia e Consob, erano tornati a sottolineare la loro posizione.
Il ministro dello Sviluppo Economico, Di Maio, ha detto: "Ora che noi come governo veniamo consultati per procedura costituzionale nella nomina del direttorio, se ci chiedono un parere sul rinnovo io dico no: c'è bisogno di discontinuità", specificando che la volontà di cambiare i vertici "non è un attacco a Bankitalia e alla Consob, ma questo governo mette insieme due forze politiche che hanno sempre detto che se esistono centinaia di migliaia di risparmiatori sul lastrico è perché chi doveva controllare non ha controllato". Quindi, ha spiegato, "quello che stiamo dicendo sia su Consob sia su Bankitalia non è un fronte, ma semplicemente il mantenere una promessa agli italiani, perché le istituzioni che dovevano controllare prodotti finanziari e gli istituti di credito non hanno fatto il loro dovere".
A stretto giro di posta, il ministro dell'Interno, Salvini, ha dichiarato: "Sono d'accordo con Di Maio. Provare a guardare avanti mi sembra il minimo", aggiungendo: "Chi e' pagato per vigilare e non vigila deve cambiare. Ci sono mega dirigenti con mega stipendi che dovevano controllare i risparmi degli italiani. Non mi sembra siano stati molto efficaci in questa situazione di controllo".
E dal ministero dell'Economia arriva una precisazione: ""La dichiarazione del ministro Tria - sottolinea la sua portavoce - è un'affermazione prettamente istituzionale, ovvia e perfino banale. Le sue parole non sono indirizzate contro nessuno".