MONDO
La polemica
Stampa Belgio: l'antiterrorismo della polizia federale è "in stato di decomposizione"
Il rapporto è stato pubblicato dal quotidiano fiammingo 'De Tijd'. Al centro della bufera anche il ministro dell'Interno, Jan Jambon
Il quotidiano fiammingo 'De Tijd' ha pubblicato l'ultimo rapporto dei comitati 'P' e 'R', gli organi di controllo interni delle attività della polizia e dei servizi di informazione, che in estrema sintesi definisce l'unità antiterrorismo della polizia federale belga "in stato di decomposizione": non sarebbe in grado di verificare e filtrare la massa di informazioni che le arrivano e finisce per rovesciarle direttamente all'Ocam, il centro di coordinamento dei servizi il cui lavoro dovrebbe essere quello dell'analisi della minaccia terroristica.
Sempre secondo il quotidiano fiammingo, a causa della cronica insufficienza dei mezzi a disposizione, l'unità 'Terro' non riesce a "catalogare, seguire o verificare l'affidabilità" delle informazioni che le arrivano dalle polizie locali.
Il rapporto è solo l'ultimo strappo nel tessuto lacerato della sicurezza belga. E' anche emerso che martedì scorso le forze di polizia e di soccorso sono state costrette ad affidarsi a Whatsapp per le comunicazioni, visto che oltre alla rete cellulare è andata in tilt anche la rete di emergenza interna chiamata Astrid.
Al centro delle polemiche, il ministro dell'interno, Jan Jambon, che giovedì aveva presentato le dimissioni, peraltro respinte dal premier Charles Michel. Venerdì, nel corso di un'audizione parlamentare, il ministro ha schivato le accuse sulla mancata reazione alla segnalazione di Ankara su Ibrahim El Bakraoui (uno dei kamikaze dell'aeroporto), accusando direttamente di "negligenza" Sebastien Joris, l'ufficiale di collegamento della polizia federale belga in Turchia (ha "tardato a reagire").
Così Jambon è stato attaccato duramente da Vincent Gilles, presidente del sindacato di polizia Slfp: "Se avessi il ministro davanti a me lo coprirei di insulti. Sarei senz'altro all'altezza della sua mancanza di rispetto. E' il peggiore dei vigliacchi".
Lo stesso Jambon, che nella audizione aveva anche affermato di aver dato l'ordine di bloccare ed evacuare la metropolitana e le cinque principali stazioni ferroviarie di Bruxelles alle 8,50 di martedì (comunque 52 minuti dopo la prima bomba all'aeroporto di Zaventem), è stato seccamente smentito dal portavoce della Stib, l'azienda dei trasporti pubblici che gestisce la metro. Non abbiamo ricevuto alcun ordine, ha detto. Tanto che Khalid El Bakraoui si è fatto esplodere alla stazione di Maalbeek alle 9,11. Ventuno minuti dopo il presunto ordine del ministro e 73 dopo la strage di Zaventem, nessuno aveva bloccato ed evacuato l'obiettivo più facile e sensibile in ogni grande città.