Turchia
Bomba contro la polizia nel cuore di Istanbul: almeno 12 morti e diversi feriti
Ordigno telecomandato contro bus carico di agenti antisommossa. Il bilancio, provvisorio, parla di 36 persone ferite. Tra le vittime, sette poliziotti. Il fatto è avvenuto questa mattina alle 8.30, orario di traffico intenso. Secondo testimoni, dopo l'esplosione si sarebbero uditi colpi di arma da fuoco. Erdogan punta il dito contro il Pkk
E' salito ad almeno 12 morti, tra cui 7 agenti di polizia, e decine di feriti il bilancio ancora provvisorio dell'esplosione di una autobomba azionata a distanza al passaggio di un autobus della polizia, che ha sventrato il veicolo. L'esplosione e' avvenuta vicino a una fermata della metro non lontana dalla centralissima piazza Beyazit quartiere di Vezneciler nel cuore del Corno d'Oro di Istanbul. Numerose le ambulanze e i mezzi delle forze di sicurezza accorsi sulla scena. Nessuno ha finora rivendicato l'attentato.
"Sette poliziotti e quattro cittadini hanno perso la vita", ha detto alla stampa il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, riferendo di altre 36 persone rimaste ferite. In seguito si è appreso che uno dei feriti è deceduto.
Lo scorso mese almeno 8 persone, inclusi alcuni soldati turchi, sono stati uccisi dall'esplosione di un'autobomba contro un veicolo militare sempre ad Istanbul. In quel caso l'attacco venne rivendicato dai curdi del Pkk.
Due distinti attentati ad Ankara realizzati da un gruppo curdo scissionista del Pkk, il Kurdistan Freedom Falcons (TAK), hanno causato decine di vittime all'inizo dell'anno. Lo scorso 12 gennaio una decina di turisti tedeschi venero uccisi da una bomba piazzata da Isis nel cuore turistisco dell'antica Costantinopoli Il 19 marzo venero uccisi tre israeliani e un iraniano sulla principale strada commerciale di Istanbul, Istiklal.
Il presidente turco Recep Erdogan ha puntato il dito contro i curdi del Pkk (il Partito dei Lavoratori del Kurdistan).
"Non è cosa nuova che l'organizzazione terroristica compia attentati nelle città", ha dichiarato il capo di stato ai giornalisti al termine di una visita ai feriti ricoverati in un ospedale della metropoli sul Bosforo.
