MONDO
Brexit, Theresa May sconfitta alla Camera dei Comuni
Il leader laburista Corbyn ha denunciato il rischio crescente di una Brexit no deal con l'avvicinarsi dell'uscita ufficiale dall'Ue del 29 marzo

La premier non era presente in Parlamento e subito dopo il voto, il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, si è alzato in piedi per lamentare la sua assenza.
Il governo May "non ha maggioranza" sulla Brexit, ha detto il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, dopo la bocciatura. Corbyn ha sfidato May a presentarsi subito a Westminster senza aspettare il 26 febbraio, data già fissata per sottoporre a nuova ratifica parlamentare l'esito dei negoziati supplementare con l'Ue. Il leader laburista ha denunciato il rischio crescente di una Brexit no deal
con l'avvicinarsi dell'uscita ufficiale dall'Ue del 29 marzo
L'emendamento proposto dal governo prendeva nota del supporto dato dalla Camera stessa alle dichiarazioni del primo ministro del 12 febbraio (quando ha rinnovato la sua intenzione di negoziare un nuovo accordo con Bruxelles), reiterava il proprio supporto per l'approccio alla Brexit espresso dalla medesima Camera il 29 gennaio e assicurava che le discussioni fra Gb e Ue sul backstop sono in corso di svolgimento.
Proprio il riferimento all'approccio del 29 gennaio aveva tuttavia scatenato la reazione di una parte dei Tories, quelli che fanno capo allo European Reseach Group (la roccaforte dei brexiteers), perché in quella medesima seduta del 29 era stato votato un emendamento che escludeva in linea di principio (pur non avendo valore legalmente vincolante) una hard Brexit, cioé un'uscita senza accordo. Ha dunque vinto la rivolta dei Tories secondo cui supportare l'emendamento avrebbe indebolito la posizione negoziale della Gran Bretagna rispetto a Bruxelles eliminando la minaccia di una Brexit-No deal.