MONDO
La polemica
Donald Tusk: "Mi chiedo se ci sia un posto all'inferno per chi ha voluto la Brexit". Sdegno a Londra
Parole che hanno subito suscitato la reazione del suo ospite. "Ti daranno un bel problema nella stampa britannica...", ha commentato a caldo il premier irlandese Leo Varadkar al termine della dichiarazione congiunta. Parole catturate dal microfono della sala stampa ancora acceso. "Si', lo so", ha risposto Tusk ridendo
Come una bomba cade sulla già travagliata questione Brexit la parola di uno dei massimi esponenti di Bruxelles, il polacco Donald Tusk.
"Mi chiedo come sia lo speciale posto all'inferno riservato a coloro che hanno promosso la Brexit senza neanche aver abbozzato un piano su come attuarla in modo sicuro". E' il commento al vetriolo che il presidente del Consiglio europeo ha affidato al suo account su Twitter contro i promotori della Brexit, a margine del suo incontro oggi a Bruxelles con il premier irlandese Leo Varadkar.
Juncker: l'inferno è qui in commissione Ue
"Sono meno cattolico del mio amico Tusk. Credo nel paradiso, non ho mai visto l'inferno, salvo da quando lavoro qui. questo è un inferno". Così il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker a chi chiede di commentare la frase del presidente del consiglio europeo Donald Tusk.
La sopresa del premier irlandese
Parole che hanno subito suscitato la reazione del suo ospite. "Ti daranno un bel problema nella stampa britannica...", ha commentato a caldo il premier irlandese Leo Varadkar al termine della dichiarazione congiunta. Parole catturate dal microfono della sala stampa ancora acceso. "Si', lo so", ha risposto Tusk ridendo.
Lo sdegno dei Comuni: "Parole oltraggiose"
"Un insulto assolutamente oltraggioso": Cosi' il deputato Peter Bone, veterano del partito conservatore a Westminster e storico sostenitore della Brexit. "Non ricordo un presidente che abbia insultato cosi' i membri di questa Camera, i membri del governo e il popolo britannico", ha tuonato Bone, ricordando come la maggioranza degli elettori del Regno abbia votato per la Brexit nel referendum del 2016.
In difesa di Tusk si e' schierata invece Joanna Cherry, deputata indipendentista dell'Snp e paladina della secessione della Scozia dal Regno Unito, attribuendo a Tusk la volonta' di mandare all'inferno non tutti i sostenitori della Brexit, ma coloro che "l'hanno promossa senza avere neppure un piano". "La verita' fa male, no?", ha chiuso sarcastica Cherry.
Downing Street: "Tusk valuti se sue parole siano d'aiuto"
"Sta a Donald Tusk valutare se usare questo tipo di linguaggio sia d'aiuto". Cosi' un portavoce di Downing Street ha risposto gelido alla richiesta di commenti sui riferimento ai brexiteers che meriterebbero "l'inferno". Il referendum sulla Brexit "e' stato il piu' vasto esercizio di democrazia nella storia di questo paese", ha tagliato corto il portavoce: "il popolo ha votato per lasciare l'UE", l'obiettivo e' ora "uscire in modo ordinato, con un accordo, nel miglior interesse sia del Regno Unito sia dell'Unione Europea".
"Mi chiedo come sia lo speciale posto all'inferno riservato a coloro che hanno promosso la Brexit senza neanche aver abbozzato un piano su come attuarla in modo sicuro". E' il commento al vetriolo che il presidente del Consiglio europeo ha affidato al suo account su Twitter contro i promotori della Brexit, a margine del suo incontro oggi a Bruxelles con il premier irlandese Leo Varadkar.
I've been wondering what that special place in hell looks like, for those who promoted #Brexit, without even a sketch of a plan how to carry it out safely.
— Donald Tusk (@eucopresident) 6 febbraio 2019
Juncker: l'inferno è qui in commissione Ue
"Sono meno cattolico del mio amico Tusk. Credo nel paradiso, non ho mai visto l'inferno, salvo da quando lavoro qui. questo è un inferno". Così il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker a chi chiede di commentare la frase del presidente del consiglio europeo Donald Tusk.
La sopresa del premier irlandese
Parole che hanno subito suscitato la reazione del suo ospite. "Ti daranno un bel problema nella stampa britannica...", ha commentato a caldo il premier irlandese Leo Varadkar al termine della dichiarazione congiunta. Parole catturate dal microfono della sala stampa ancora acceso. "Si', lo so", ha risposto Tusk ridendo.
Watch: Donald Tusk says there is a "Special Place in Hell" for Brexiteers
— The Telegraph (@Telegraph) 6 febbraio 2019
Live Brexit updates: https://t.co/dlTrGhPMI3 pic.twitter.com/0dxI5MyWWc
Lo sdegno dei Comuni: "Parole oltraggiose"
"Un insulto assolutamente oltraggioso": Cosi' il deputato Peter Bone, veterano del partito conservatore a Westminster e storico sostenitore della Brexit. "Non ricordo un presidente che abbia insultato cosi' i membri di questa Camera, i membri del governo e il popolo britannico", ha tuonato Bone, ricordando come la maggioranza degli elettori del Regno abbia votato per la Brexit nel referendum del 2016.
In difesa di Tusk si e' schierata invece Joanna Cherry, deputata indipendentista dell'Snp e paladina della secessione della Scozia dal Regno Unito, attribuendo a Tusk la volonta' di mandare all'inferno non tutti i sostenitori della Brexit, ma coloro che "l'hanno promossa senza avere neppure un piano". "La verita' fa male, no?", ha chiuso sarcastica Cherry.
Downing Street: "Tusk valuti se sue parole siano d'aiuto"
"Sta a Donald Tusk valutare se usare questo tipo di linguaggio sia d'aiuto". Cosi' un portavoce di Downing Street ha risposto gelido alla richiesta di commenti sui riferimento ai brexiteers che meriterebbero "l'inferno". Il referendum sulla Brexit "e' stato il piu' vasto esercizio di democrazia nella storia di questo paese", ha tagliato corto il portavoce: "il popolo ha votato per lasciare l'UE", l'obiettivo e' ora "uscire in modo ordinato, con un accordo, nel miglior interesse sia del Regno Unito sia dell'Unione Europea".
